Secondo Areanapoli.it, Francesco Totti ha svelato, tramite un gioco pubblicato sull’account Instagram di Calciatori Panini, la sua personale classifica dei migliori compagni d’attacco avuti alla Roma.
Nel dettaglio, la dinamica era quella della piramide: dieci nomi da distribuire su quattro livelli, con un solo calciatore destinato al gradino più alto. Dopo qualche istante di riflessione, l’ex capitano giallorosso ha indicato Antonio Cassano come miglior partner offensivo della sua avventura romanista. Cassano, dunque, guida la graduatoria in alto, davanti a una selezione di compagni che hanno segnato la storia della squadra.
Al secondo livello si sono posizionati Gabriel Batistuta e Vincenzo Montella, due attaccanti che hanno giocato ruoli chiave nello Scudetto romanista conquistato nel 2001. Due nomi che, secondo Totti, hanno condiviso con lui momenti decisivi e reti importanti, restando impressi nella memoria dei tifosi per quella stagione indimenticabile.
Mohammed Salah occupa la terza posizione, assieme a Mirko Vucinic e Abel Balbo. L’egiziano ha condiviso con Totti le ultime fasi della sua carriera, inserendosi in una fascia che, nella memoria del capitano, è stata significativa per l’evoluzione del modo di attaccare la Roma nelle ultime stagioni della sua età d’oro. Balbo, invece, richiama legami storici diversi e contributi che hanno segnato epoche differenti del club.
In fondo alla piramide compaiono Simone Perrotta, Marco Delvecchio, Rodrigo Taddei e Amantino Mancini. Si chiude così una mappa affettiva e sportiva in cui la varietà dei profili rispetta la lunghezza della carriera di Totti: da lanciatori creativi a pezzi di qualità pura davanti alla porta, passando per mezzi-troppa esperienza che hanno accompagnato i successi e le annate sfidanti.
La scelta di Cassano, invece, ha acceso subito i commenti tra i tifosi romanisti: una preferenza che non si discosta dall’oggetto del gioco – una classifica personale – ma che riapre la discussione su quanto, tra i compagni incontrati da Totti, sia stato determinante l’apporto di ognuno in termini di intesa, movimenti e finalizzazione. È una graduatoria che riflette più sensazioni e ricordi che una graduatoria tecnica universale, e dimostra quanto la Roma di quegli anni sia stata popolata da attaccanti differenti per stile, ma tutti capaci di incidere, a modo proprio, sui destini della squadra.
Analizzando l’ordine, appare evidente che la memoria di Totti privilegia la componente creativa e la capacità di dialogo dentro lo spazio offensivo: Cassano, con la sua imprevedibilità, è percepito come il compagno d’attacco più elettrizzante, seguito da due simboli di quella Roma storica in cui la combinazione tra attaccanti di alto livello e la propria classe animale ha scritto pagine decisive. Salah, seppur recente rispetto ai nomi storici, rappresenta un ponte tra epoche diverse: la sua presenza in terza posizione segnala come la personalità di Totti si sia evoluta per allargare l’orizzonte delle possibili partnership offensive.
In sostanza, la classifica è una finestra su come Totti ricorda i compagni d’attacco: non un elenco di numeri, ma una narrazione della sua Roma, nata da varie generazioni di goleador che hanno accompagnato una carriera leggendaria. Per i tifosi napoletani, resta una curiosità interessante: una riflessione su quanto, dentro una stessa squadra, diverse identità offensive possano convivere e contribuire al successo comune.
