Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) ha tra le mani un asset spesso sottovalutato: Giovane, un jolly capace di coprire tre ruoli con naturalezza, escluso dalla lista Champions e dunque disponibile per sperimentazioni tecniche e opzioni di mercato.

La vera domanda per Gli Azzurri non è se usarlo, ma come inserirlo senza rompere l’equilibrio di un sistema ormai definito. Spalletti predilige il 4-3-3 e il 4-2-3-1: in entrambi i casi la presenza di un elemento multi-ruolo può diventare un moltiplicatore di soluzioni se le rotazioni e i movimenti sono provati al Centro Tecnico di Castel Volturno e tradotti in prassi durante la settimana di lavoro.

Nel 4-3-3 il primo utilizzo pratico è come esterno destro/interno di fascia destra: Giovane parte largo, costringe il terzino avversario a restare basso e poi si accentrerà per occupare la mezzaletta tra centrocampo e attacco. Qui la combinazione con il terzino che sovrappone è cruciale: il movimento a rientrare crea un doppio vantaggio nello spazio tra i due centrali avversari e permette al play di giocare filtranti diagonali sul centravanti o a tagli in area. Alternativamente, nelle partite in cui serve più equilibrio in copertura, può abbassarsi come mezzala di contenimento a sinistra, lasciando al centrocampo la libertà di avere due linee strette e dinamiche.

Nel 4-2-3-1 la proposta è più radicale: impostare Giovane come trequartista di destra con licenza di accentrarsi, diventando il raccordo tra le due punte di riferimento per gli inserimenti in area. Dal punto di vista difensivo, la sua versatilità gli permette di scalare su un mediano nelle ripartenze avversarie e, in fase di possesso, di interpretare il ruolo di mezzapunta che abbina pressing alto a copertura immediata tra le linee, limitando la necessità di cambi sistemici quando la partita richiede un controllo diverso del ritmo.

La gestione dei minuti è parte integrante del piano: utilizzare Giovane come starter in coppe o partite ravvicinate per preservare i titolari in Serie A, oppure come jolly da gara—entrando dopo l’ora per destabilizzare la difesa avversaria con cambi di piede e posizione. Allenamenti mirati al Centro Tecnico di Castel Volturno dovrebbero prevedere esercitazioni di scambio con terzino e play, transizioni rapide e lavoro specifico sulle meccaniche di pressing, così da rendere automatica la sua mobilità in partita.

La sua esclusione dalla lista Champions aumenta l’interesse: non è solo un problema di minuti, ma un’opportunità per modellare un profilo che può dare respiro alla rosa senza stravolgere identità e risultati. Se Spalletti accetta di sperimentare rotazioni studiate, Giovane può trasformarsi in quella chiave tattica che rende il Napoli meno prevedibile e più pericoloso nei momenti decisivi della stagione.