Scott McTominay si è sottoposto a Londra a un intervento di ablazione per un’aritmia benigna: la Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) monitora i tempi di recupero e valuta le ripercussioni tattiche sul reparto di centrocampo.
Dal punto di vista medico‑sportivo si tratta di una procedura routinaria e mininvasiva: l’ablazione cardiaca prevede l’utilizzo di cateteri per isolare o modificare il tessuto che genera l’attività elettrica anomala. L’obiettivo è ristabilire un ritmo regolare senza intervento a cuore aperto. Dopo l’operazione seguono controlli emodinamici, monitoraggi elettrocardiografici e una fase di riabilitazione che comprende progressivi test di sforzo prima del nulla osta agonistico. Fonti giornalistiche hanno collocato la finestra per il ritorno all’idoneità tra fine settembre e la metà‑fine di ottobre, con alcuni report che indicano una stima di circa 28 giorni per i check clinici iniziali: tempistiche comunque soggette a verifica clinica individuale e al giudizio congiunto tra cardiologi e staff medico del club.
Per Gli Azzurri il problema pratico non è tanto la gravità della patologia — definita benigna — quanto il calendario: la necessità di distribuire i carichi tra Serie A, Coppa e le competizioni UEFA richiama il tecnico a scelte di gestione delle energie. L’assenza di McTominay implica più minuti per chi già compone il centrocampo e una maggiore attenzione alle rotazioni per evitare sovraccarichi muscolari. Sul piano tattico il team potrebbe spostare l’equilibrio verso un doppio pivot o alternare regista e mezzali in modo da preservare freschezza e intensità, soprattutto nelle gare con frequenza ravvicinata.
Dal Centro Tecnico di Castel Volturno il lavoro seguirà tappe precise: ripristino completo delle funzioni cardiovascolari, graduale inserimento in esercitazioni aerobiche e solo successivamente intensità specifica per il contatto e il duello fisico tipici del centrocampo. Per I Partenopei è anche un’occasione per vedere all’opera risorse meno impiegate nelle prime giornate e per testare soluzioni alternative che potrebbero rivelarsi utili anche a lungo termine. La variabile più influente resterà la calendarizzazione delle partite e la risposta individuale di McTominay alla riabilitazione.
In sintesi: intervento non grave, percorso di recupero relativamente rapido se tutto procede senza complicazioni, ma impatto immediato sulla gestione delle rotazioni. La tifoseria potrà rivederlo in campo solo dopo il via libera medico; nel frattempo la prova pratico‑tattica spetterà a chi avrà l’occasione di sostituirlo, con il tecnico chiamato a preservare ritmo e risultati di una rosa che sarà misurata nelle prossime settimane.
