Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) arriva al confronto con il Bologna con l’attenzione alta su Rasmus Hojlund: dopo che il tecnico rossoblù Tedesco lo ha definito «pericolosissimo», la partita sul prato dello Stadio Diego Armando Maradona rischia di essere decisa proprio dal modo in cui la retroguardia partenopea lo neutralizzerà.

Il primo scenario che Allegri può scegliere è quello del controllo a due fasi: un blocco compatto senza concedere le mezze piste e un mediano con licenza di inseguire il giocatore nelle ricezioni tra le linee. Con Dovbyk out e un dubbio nella formazione del Bologna, Hojlund potrebbe essere più isolato o chiamato a ricevere più spesso spalle alla porta; in questo caso una coppia di centrocampisti che difendano corta la linea del pallone, con il quinto di centrocampo pronto a scivolare sul lato della palla, limita gli spazi di ricezione e costringe l’attaccante a giocate meno pulite.

La seconda soluzione punta sul pressing sincronizzato in determinati momenti: non un pressing continuo e dispersivo, ma leggere folate coordinate che partano dalle mezzali e dalle ali per tagliare i rifornimenti al centravanti. Se il Napoli riesce a isolarlo togliendo tempo e giocatori tra centrocampo e attacco avversario, Hojlund perde efficacia. Qui la comunicazione tra i reparti è fondamentale: i terzini devono alzarsi solo quando le mezzali sono pronte a occupare le half-spaces, evitando ripartenze pericolose.

Infine, Allegri dispone di un’arma tattica dalla panchina: la possibilità di gettare nella mischia un profilo fisico come Anguissa nei minuti decisivi. In uno scenario dove il Bologna prova a sfruttare i duelli e la seconda palla, l’ingresso di un mediano dominante può spezzare le trame, recuperare palloni e abbassare il ritmo quando serve. Pensare a una gestione del finale con cambio di passo e presenza fisica in mezzo al campo è la risposta più pragmatica alle evoluzioni di una partita aperta.

Sul piano organizzativo l’allenamento al Centro Tecnico di Castel Volturno nelle ore precedenti sarà fondamentale per affinare le movenze della linea difensiva e le fasi di transizione; sul piano emotivo la tifoseria aspetta dagli spalti uno schema riconoscibile: proteggere il risultato senza rinunciare alla lettura della partita. Tra le alternative indicate, la tesi più credibile è che Allegri scelga una partenza prudente, studiando la reazione bolognese e conservando l’opzione Anguissa per spegnere la scintilla di Hojlund nei minuti finali.