Giovanni Manna ha annunciato il rientro di McTominay dopo la gara con la Fiorentina: è l’elemento che può rimodellare il centrocampo della Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli).
La notizia arriva insieme a un altro elemento che pesa sulle scelte: Anguissa è stato convocato ma è partito dalla panchina per un risentimento muscolare. Questi tre tasselli — la conferma del rientro, l’incertezza fisica del camerunense e la presenza consolidata di Stanislav Lobotka — impongono a chi allena Gli Azzurri una calibrata gestione del filtro centrale, tra necessità di fisicità e continuità nella costruzione del gioco.
Lobotka resta il riferimento tattico: basso, posizionale, capace di dare ordine alla manovra e coprire gli spazi quando la squadra spinge. McTominay porta invece intensità, duelli e capacità di progressione palla al piede; è il profilo che compensa la perdita di corsa e contrasti in partite ad alta intensità. Anguissa, quando è al 100%, è un filtro dinamico che schermerebbe la difesa e consentirebbe alla squadra di alzare il baricentro. La sfida è combinare questi punti di forza senza sovraccaricare individualmente nessuno dei tre.
La soluzione pratica alla portata del tecnico è una gestione modulare: partenza con Lobotka da regista basso per assicurare l’equilibrio e utilizzo di McTominay in posizione da mezzala con compiti di salto in avanti e protezione in fase di non possesso; Anguissa dovrebbe essere l’opzione da 60-70 minuti o da impiegare a gara in corso quando serve maggiore filtro fisico. Contingenze alternative prevedono il doppio pivot Lobotka–Anguissa in match che richiedono più interdizione, o Lobotka–McTominay per gare dove serve più brillantezza fisica a metà campo.
Il piano di rotazioni non è solo tattico ma anche medico e di allenamento: il Centro Tecnico di Castel Volturno diventerà cruciale per dosare carichi, testare il risentimento di Anguissa e far ritrovare condizione a McTominay senza rischi di ricadute. In pratica, Napoli deve gestire i minuti come una risorsa scarsa: alternare partite da 90 minuti con ingressi mirati, preservare energie in vista di impegni ravvicinati e mantenere Lobotka come asse stabile. La capacità dei Partenopei di trasformare questa complessità in flessibilità tattica potrebbe rivelarsi la vera differenza nelle prossime settimane, quando fisicità e filtro centrale saranno messi costantemente alla prova.
