domenica, Novembre 30, 2025

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AIA Rocchi si infuria: quando gli arbitri sbagliano lo ammettono, ma chi altri lo fa davvero in campo?

Quando il fischietto diventa protagonista: “La categoria dei direttori di gara va difesa”, parole che pochi osano dire davvero #Calcio #Arbitri #MemorialNiccolòGalli

Prima del 23° Memorial Niccolò Galli a Firenze, è arrivato un riconoscimento importante destinato a un protagonista poco celebrato del calcio: il designatore degli arbitri. Quel mondo fatto di fischi, cartellini e decisioni al vaglio di tutta Italia è spesso bersaglio di critiche, ma questa volta è lui a prendere la parola per difendere la categoria.

“La categoria dei direttori di gara va difesa” è il grido che emerge con forza, un messaggio che mette in chiaro come dietro ogni decisione controversa ci siano professionisti che non meritano l’accanimento mediatico e la gogna social. Il designatore, premiato proprio per la sua carriera, ricorda a tutti che arbitrare è un mestiere duro, sotto pressione costante e spesso ingiustamente bistrattato.

In un calcio che si lamenta di tutto, dai rigori concessi o negati fino ai minuti di recupero, l’intervento arriva come un pugno nello stomaco a chi dimentica che anche i direttori di gara hanno un ruolo fondamentale nel mantenere l’ordine dentro al campo. E che senza di loro, la partita non esisterebbe nemmeno.

Il premio consegnato nel corso della manifestazione fiorentina non è quindi solo una mera celebrazione, ma un suggerimento implicito a rispettare chi, con fischio in bocca, regola le nostre emozioni domenicali. Una carriera premiata che illumina quel lato del calcio che solitamente resta nell’ombra, tra polemiche e giudizi sommari.

Dunque, prima di puntare il dito, vale la pena ricordare che la categoria degli arbitri – e chi li guida – “va difesa” con forza e, perché no, con un po’ di quella schiettezza che manca sempre di più nel pallone di oggi.