“Il Napoli è una squadra che non riesce a capire la sua dimensione”, ha tuonato Alfredo Pedullà in un video su YouTube, dopo l’ultima sconfitta contro la Lazio. Parole che bruciano come un pugno nello stomaco per noi tifosi azzurri. Eppure, non possiamo fare a meno di chiederci: come è possibile che una squadra con una rosa così talentuosa continui a deludere nei momenti chiave?
La partita ha messo in luce una fragilità che, per chi segue il Napoli, pare ormai cronicizzata. Erano gli stessi giocatori che ci avevano fatto sognare nei giorni più belli, ma ieri sembravano un’altra squadra, a corto d’ossigeno, incapace di reagire. La Lazio non era un avversario impossibile, eppure hanno avuto vita facile nel mettere sotto la nostra difesa, come se sapessero esattamente dove colpire.
“Io non capisco come si possa scendere in campo con tale mentalità”, ha aggiunto Pedullà, e ha ragione. I ragazzi sembrano aver dimenticato il valore della nostra maglia e quella foga che ci aveva conquistati. Ogni errore è diventato un boomerang, dando vigore alle critiche: le scelte di Spalletti, l’atteggiamento della squadra, persino lo stato d’animo dei tifosi, tutti sembrano puntare il dito verso uno stesso, fatale errore: la mancanza di carattere.
Opinioni contrastanti si accavallano sui social. C’è chi chiede di cambiare rotta immediatamente e chi, invece, invoca pazienza, sperando in un ritorno alla forma. Ma noi sappiamo che c’è una linea sottile tra giustificare e giustificarsi. Quante altre sconfitte dobbiamo tollerare prima che il nostro orgoglio venga ripristinato? Siamo stanchi di vedere i nostri avversari esultare come se avessero vinto la Champions ogni volta che ci affrontano.
Il futuro è pieno di incognite: le scelte di mercato, i giocatori in scadenza, la gestione del gruppo. Se questo Napoli vuole tornare a farci sognare, deve ritrovare la grinta e la mentalità giusta, quella che l’ha sempre contraddistinta. Magari è ora di fare una riflessione profonda, tanto per la società quanto per i tifosi. Voi cosa ne pensate? Siete pronti a difendere la squadra o avete già il fucile spianato? Il dibattito è aperto.
