Non è ancora detta l’ultima parola sulla convocazione di Frank Anguissa. Il centrocampista, che ha già dimostrato di saper fare la differenza in campo, ha fissato una sua personalissima deadline con il tecnico, un segnale che fa accendere i riflettori su una questione che inizia a essere calda come il sole di Napoli.
Immaginate i tifosi, seduti al bar, a discutere animatamente: “Ma come, Anguissa titolare o no?” è la domanda che rimbalza da un tavolo all’altro. Poi ci si sente tornare indietro a quella partita cruciale in cui, con un suo intervento, ha cambiato le sorti del match. “Se non gioca per noi, chi lo sostituisce in queste condizioni?!” La tensione è palpabile.
E poi, c’è quella frase che rimbalza tra i social: “Voglio essere in campo. Il Napoli ha bisogno di me.” Quante volte abbiamo sentito promesse simili che poi si sono rivelate un miraggio? È proprio qui il nodo della questione: Anguissa è un uomo di garanzia, ma ogni giorno che passa aumenta il timore dei tifosi, che si chiedono se il Mister avrà la furbizia di puntare su di lui al momento giusto. Il terreno è scivoloso e la pressione aumenta.
C’è chi afferma che il nodo con il tecnico sia una strategia, un modo per recuperare energie e rientrare al momento giusto, mentre altri, però, restano scettici: “Se non lo convocano, è un errore! Ogni partita è una battaglia e noi abbiamo bisogno di tutti i nostri guerrieri.” Si sente già il brusio che sale, il clima da stadio che ti prende la pelle.
La verità è che il Napoli, senza il suo mediano di rottura, rischia di perdere quel mordente che l’ha contraddistinta. La squadra ha bisogno di carattere e di chi sa come affrontare i momenti delicati. Accendiamo il dibattito: Anguissa è l’uomo giusto per il salto di qualità o stiamo solo perdendo tempo? La domanda resta aperta e le risposte, come sempre, sono nelle discussioni tra i tifosi, che non smettono mai di far sentire la loro voce.
