Roberto Mancini è stato presentato oggi come il nuovo Commissario Tecnico dell’Arabia Saudita.
Roberto Mancini, il nuovo allenatore dell’Arabia Saudita, durante la sua presentazione ufficiale a Ryad ha parlato dei prossimi obiettivi: “Ho lasciato un segno in Europa, adesso è il momento di lasciarne uno in Arabia Saudita. Vogliamo vincere la Coppa d’Asia, abbiamo alcune partite amichevoli e poi avremo 20 giorni per prepararci al torneo. Ci saranno molte squadre forti ma puntiamo a vincere. I prossimi giorni saranno decisivi, ma ho già iniziato a osservare vari video dei giocatori”.
Riguardo ai collaboratori: “Ho iniziato a parlare con la federazione araba a metà agosto, è normale che alcuni dei miei assistenti non fossero a conoscenza di questa situazione e attualmente devono risolvere i loro contratti in Italia. Al momento siamo qui, poi gli altri si uniranno a noi. Abbiamo abbastanza tempo per fare tutto. È positivo che arrivino queste stelle, contribuiranno ad alzare il livello dei giocatori sauditi. È successo lo stesso in Italia molti anni fa con l’arrivo dei primi stranieri che hanno contribuito a migliorare il nostro livello tecnico”.
Successivamente ha continuato dicendo: “Come migliorare i recenti risultati? Non sono un mago, l’unico modo che conosco per migliorare è lavorare sodo e garantisco che faremo proprio questo per conquistare qualcosa di importante. Credo che abbiamo un talento promettente nella nazionale, ma ora ci concentriamo sul lavoro. L’ex commissario tecnico Renard ha fatto un ottimo lavoro. Abbiamo dei giocatori che dobbiamo cercare di far progredire ulteriormente”.
Infine ha concluso dicendo: “L’Arabia Saudita è uno dei mercati più grandi al mondo, è normale che arrivino i migliori giocatori. In Italia avevamo davvero pochi giocatori, era difficile fare una selezione e talvolta sceglievamo giocatori che non avevano mai giocato nella Serie A. Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, sono sicuro che troveremo i giocatori giusti. Il modulo di gioco? Per noi è importante lavorare bene. Possiamo poi modificare il sistema di gioco e le posizioni in campo”.
