Bergonzi accusa: Rigore negato al Napoli, Tomori troppo in ritardo su McTominay!

Da non perdere

Il Napoli tra certezze e dubbi: Elmas resta, ma Lobotka e Anguissa addio?

La stagione per il Napoli si fa sempre più...

Conte e ADL: una tensione che può esplodere? Il futuro della Nazionale in bilico

Il clima attuale che circonda lo stretto rapporto tra...

Conte al capolinea: il Napoli si prepara a un nuovo capitolo?

È il momento di grandi manovre in Serie A...
PUBBLICITA

Le polemiche arbitrali di Milan-Napoli non finiscono: ex arbitro Bergonzi smonta e promuove Chiffi #arbitraggiocalcio #SerieA #NapoliVsArbitri

Le discussioni sul post-partita di Milan-Napoli, terminato 2-1, continuano a infuriare, soprattutto per gli episodi arbitrali che stanno accendendo i dibattiti. In una trasmissione come La Domenica Sportiva su Rai 2, l’ex arbitro Mauro Bergonzi ha preso di petto le decisioni del referee Chiffi, mettendo in luce errori e conferme con un po’ di quel cinismo che fa piacere ai tifosi frustrati.

Nel primo tempo, il Napoli ha protestato furiosamente per un contatto in area tra Tomori e McTominay, e Bergonzi non ha esitato a dare ragione agli azzurri. Come al solito, gli arbitri vedono le cose a modo loro, ma lui è stato chiaro: “Il calciatore del Milan colpisce la gamba sinistra del giocatore azzurro, precisamente la coscia. McTominay è in anticipo e Tomori sicuramente in ritardo. Chiffi è molto vicino e può giudicare meglio l’intensità del contrasto e propende per il non calcio di rigore. Per me invece questo era calcio di rigore”. Insomma, un’occasione persa per un fischio che poteva cambiare tutto.

L’altro momento chiave è stato il rigore assegnato al Napoli nella ripresa, che Bergonzi ha approvato, ma non senza critiche alla gestione dei cartellini da parte di Chiffi. L’ex arbitro non ha risparmiato bordate, sottolineando come questi errori facciano arrabbiare tutti: “Giusto il calcio di rigore a favore del Napoli, con Chiffi che però estrae il cartellino giallo. In area di rigore con chiara occasione da rete e trattenuta c’è soltanto un cartellino che è quello rosso. Il VAR lo richiama al monitor e il direttore di gara giustamente cambia il colore”. Alla fine, è un classico esempio di come un VAR possa salvare la pelle a chi sbaglia, ma non sempre è così.