Napoli sotto attacco: la verità che nessuno vuole dire
In un clima d’incredulità e indignazione, i tifosi del Napoli si interrogano: perché la nostra squadra è sempre al centro di attenzioni negative, mentre le altre possono godere di un trattamento di favore? Ieri, Sam Beukema non si è allenato a Castel Volturno e ha saltato anche l’allenamento congiunto con l’Ischia. Ma dietro a questo semplice fatto sportivo si cela una narrativa che va ben oltre il rettangolo di gioco.
La realtà è che il Napoli vive una situazione di disparità evidente. Gli infortuni, le assenze e le condizioni fisiche dei nostri giocatori vengono amplificate e messe in discussione, mentre le stesse circostanze in casa di squadre come Juventus e Inter passano quasi in sordina. I media sportivi, spesso schierati, sembrano ignorare l’unico vero problema: la pressione inflittaci da un sistema che, a ogni partita, si scaglia contro di noi. La sensazione tra i tifosi è chiara: si gioca il campionato con due pesi e due misure.
Quando Beukema salta un allenamento, il clamore è immediato. Perché, allora, non leggiamo le stesse polemiche quando i giocatori delle grandi squadre si trovano nella stessa condizione? Non è solo questione di merito, ma di una narrativa costruita ad arte, dove il Napoli è sempre quello da attaccare. Questo, per noi partenopei, è un affronto e una manifesta disparità.
E che dire dell’atteggiamento di alcuni dirigenti, in particolare quelli piemontesi? La figura di Marotta, con le sue dichiarazioni strumentali, sembra voler alimentare un clima di tensione, dando l’impressione che il Napoli non meriti la stessa considerazione degli altri club. Quante volte abbiamo sentito le parole “poca mentalità”, riferite ai nostri ragazzi, mentre le stesse situazioni vengono trattate con indulgenza altrove? È una forma di disprezzo velato, un modo per mantenere il Napoli ai margini della conversazione riguardante i veri grandi del calcio italiano.
L’analisi della situazione attuale si amplifica ulteriormente se guardiamo all’atteggiamento ostile che il Napoli incontra ad ogni piè sospinto. Che si tratti di errori arbitrali o di questioni di sicurezza, ci sentiamo come il bersaglio di una frustrazione collettiva, una squadra e una città costantemente sotto l’assalto di un sistema che non ci accetta. E mentre i nostri giocatori lottano in campo, i tifosi si trovano a dover affrontare una battaglia parallela per il rispetto e la dignità.
È ora di smettere di guardarci allo specchio e di reagire. Non è solo una questione sportiva, ma di identità. Ogni volta che leggiamo notizie su assenze e infortuni, ricordiamoci che siamo un’anima resiliente, una comunità che non si lascia abbattere. La lotta del Napoli trascende i confini del calcio. È una lotta per la giustizia, una battaglia contro un sistema che pretende di relegarci in un angolo.
In conclusione, chiediamo ai tifosi di non restare in silenzio. Ogni discussione, ogni frase condivisa sui social, ogni coro a sostegno dei nostri colori diventa parte di una resistenza. Il Napoli è più di una squadra; è un simbolo di lotta contro le avversità, di unità e passione. Non lasciamoci sopraffare da un clima di disparità. Rivendichiamo il nostro posto nel pantheon del calcio italiano con la forza del nostro amore e della nostra determinazione.
Dove sono i nostri sostenitori? È tempo di unirci, di protestare contro un sistema che ci ignora. Ogni tifoso del Napoli ha il dovere di farsi sentire. Insieme, possiamo cambiare anche le narrazioni più forti. Non siamo soli. Napoli contro il sistema, e noi siamo pronti a combattere.
