giovedì, Gennaio 8, 2026

Da non perdere

Quel gol negato a Hojlund scatena Lukaku, Manna non si trattiene sul campo avversario

Che scempio arbitrale: Lukaku e Manna su tutte le...

Il VAR sbaglia di brutto su Buongiorno, ennesimo pasticcio che fa un torto al Napoli e ai suoi fedelissimi tifosi!

Renica non trattiene la rabbia: "Episodi arbitrali gravissimi contro...

Raspadori e quel garbuglio che ci fa storcere il naso al Napoli

Raspadori nel caos del mercato: un talento che non...
PUBBLICITA

Bianchi ricorda il primo scudetto del Napoli e il gesto incredibile del presidente Ferlaino che fece la storia del club

Quando un pezzo di storia parla: Bianchi non le manda a dire su Napoli e il calcio moderno #Napoli #Calcio #Bianchi #SerieA

Ottavio Bianchi, il mito che ha portato il Napoli a vincere il suo primo scudetto, non ha perso occasione per far sentire la sua voce durante un’intervista a Radio Goal. Con piglio severo e uno sguardo acuto sul calcio contemporaneo, Bianchi ha sparato a zero su vari aspetti del mondo pallonaro.

Con una schiettezza che non ammette repliche, ha detto in modo chiaro e diretto che “il calcio di oggi non è più quello di una volta”. Il focus dell’ex allenatore si è concentrato sul modo in cui il gioco è cambiato e su come alcuni protagonisti si comportano, sottolineando che la professionalità sembra spesso un optional in tempi moderni.

Bianchi ha inoltre toccato la questione del Napoli, dicendo che questa squadra “ha bisogno di ritrovare il carattere e la fame di un tempo” per tornare competitiva ai livelli che i tifosi azzurri meritano. Secondo lui, "la squadra sembra aver perso quella fame che spingeva a dare il massimo ogni partita".

Un pensiero infine anche sulla gestione tecnica e sulle aspettative: “Non basta solo il talento, serve soprattutto la testa e la voglia di soffrire per vincere”. Un messaggio chiaro, che sottolinea come nel calcio moderno il cuore e il carattere siano spesso messi in secondo piano rispetto alle doti tecniche.

Queste parole arrivano come una scossa: un invito a risvegliarsi da un torpore che rischia di ingabbiare una squadra che ha fatto la storia, ma non deve accontentarsi di viverla solo di rendita.