Marco Borriello, durante un’intervista rilasciata alcuni anni fa ai microfoni di Premium, ha raccontato dettagli affascinanti sull’evoluzione della sua carriera calcistica e sulle vicende che lo portarono a lasciare Napoli, la sua città natale. L’ex attaccante ha spiegato chi fu la figura determinante nel suo trasferimento al Milan. “Ho vissuto a Napoli fino a 14 anni: andare a scuola per me era una tragedia. La maestra spiegava e io pensavo alle rovesciate e ai tiri che dovevo fare con i miei amici del quartiere: giocavo in piazza, poi sono entrato in una scuola calcio. Nell’aprile del 1998 venne a vedermi Franco Baresi, che era il responsabile del settore giovanile del Milan”.
### L’infanzia a Napoli
Marco Borriello ha dipinto un quadro vivido della sua infanzia trascorsa a Napoli. Per lui, andare a scuola era una “tragedia”, poiché i suoi pensieri erano sempre rivolti al calcio. Anziché concentrarsi sulle lezioni, Borriello si immaginava le rovesciate e i tiri che avrebbe effettuato con i suoi amici nel quartiere. Questo fervore lo portò a giocare in piazza, un periodo che segnò l’inizio della sua passione calcistica.
### Incontro con Franco Baresi
L’aprile del 1998 fu un momento cruciale nella giovane vita di Marco Borriello. L’osservatore chiave fu Franco Baresi, allora responsabile del settore giovanile del Milan. Fu lui a notare le qualità tecniche del giovane Borriello, aprendo così la strada per quello che sarebbe poi divenuto un trasferimento decisivo nella carriera del giovane talento napoletano.
Borriello non ha mai nascosto l’emozione e l’importanza di quell’incontro. L’occasione per mettersi in mostra di fronte a un’icona del calcio come Baresi rappresentò una svolta fondamentale.
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