Quarant’anni dallo scudetto, indimenticabile, dell’Hellas Verona di cui Hans-Peter Briegel fu grande protagonista. Il centrocampista tedesco, che debuttò in Serie A insieme a Diego Armando Maradona, peraltro in un successo della formazione scaligera per 3-1 sul Napoli, ricorda così quella squadra a la Repubblica: “Eravamo una cosa sola, ci telefoniamo ancora ogni giorno. Per vincere non servono i fuoriclasse, ma i più uniti”. Ecco un tedesco che ci insegna come si fa a vincere senza bisogno di stelle, ma con la coesione di gruppo. I tifosi del Napoli, che sanno bene quanto l’unione faccia la forza, non possono che apprezzare questa filosofia, anche se il ricordo di quella sconfitta brucia ancora.
Di Briegel, si è parlato spesso per l’amicizia proprio con Maradona. Forse un po’ gonfiata dai media: “Ci saremo parlati cinque-sei volte – ammette l’ex centrocampista -. Ricordo un aneddoto, dopo la finale dei mondiali ’86 eravamo sorteggiati per l’antidoping e Diego non riusciva a urinare. Gli passai una birra e il medico dell’Argentina pensava fosse drogata, allora ne bevvi un sorso e poi gliela diedi. Credo mi stimasse perché in campo non lo picchiavo come gli altri”. Insomma, Briegel ci racconta di un’amicizia che va oltre il campo, con un aneddoto che fa sorridere ma che dimostra anche il rispetto reciproco. I tifosi del Napoli, pur amando Maradona, non possono non riconoscere la sportività di Briegel, che ha saputo guadagnarsi la stima del Pibe de Oro senza ricorrere alla violenza in campo.
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