Bucciantini: Hojlund scommessa da bar, Osimhen investimento da campione e miglior centravanti sul mercato

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Napoli tra spese folli e scelte intelligenti: mercato che divide, tifosi confusi e qualche investimento che potrebbe risultare geniale #Napoli #CalcioMercato #Hojlund #Osimhen

Durante ‘Ne Parliamo il Lunedì’ su Canale 8 è intervenuto il giornalista Marco Bucciantini, che ha messo sotto la lente l’ultimo mercato del Napoli e il confronto con le strategie delle altre big.

Il Napoli nello scorso anno mancava di qualità nella circolazione del pallone, nella pulizia e nella velocità del passaggio. Da momento che alleni De Bruyne, te l’ha risolto quel problema, devi trovare un modo di non perderti una squadra per risolvere un problema. Per risolvere un problema, di non crearne altri. Elmas è stata un’idea finale per avere più possibilità e ad un certo punto ti si è creata l’esigenza di disperdere i soldi.

Poi ne riparliamo anche tra 5 anni, ma i soldi che hanno speso per Hojlund rischiano di essere i soldi meglio spesi da Osimhen e Kvara in qua. La differenza fra il Napoli e le altre squadre che stanno lottando per lo scudetto è come hanno speso i soldi. Perché la Juventus lo scorso anno ha speso 190mln per un centrocampo che non ce ne ha uno in campo. Perché non c’è né Douglas Luiz, né Nico Gonzalez, né Koopmeiners, due di questi non ce l’ha nemmeno più in rosa. Il Napoli, come era già successo per Osimhen e adesso per Hojlund, la grande spesa fatta per necessità, perché un centravanti lo dovevi prendere e cambiava la caratura e l’impatto della squadra. Ha preso il miglior centravanti possibile che c’era sul mercato”.

Bucciantini, senza fronzoli, ricorda che a volte il mercato è questione di priorità: si spende per risolvere un bisogno concreto o si spargono soldi in tentativi che non portano risultati. Nel suo ragionamento il Napoli avrebbe scelto la via pragmatica, puntando forte su un attaccante che potesse realmente aumentare la caratura della squadra.

Il paragone con altre big — riportato testualmente dal giornalista — sottolinea poi come non sia solo la cifra spesa a contare, ma la destinazione di quei soldi. Se certe operazioni finiscono per diventare colabrodo, altre possono essere l’investimento che cambia il livello complessivo della rosa.

La provocazione finale è chiara: negli anni a venire si capirà davvero chi ha avuto ragione, ma intanto il giudizio sul mercato si misura sulla capacità di trasformare l’esborso in impatto reale in campo.