Cairo difende debolmente le scelte di mercato del Torino elogiando Ngonge in mezzo a critiche persistenti

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Urbano Cairo, il patron del Torino, ha festeggiato un anniversario da record, parlando con Il Piccolo del suo lungo regno granata. Con il club piemontese che fatica a brillare, la sua presidenza è un mix di stabilità e occasioni perse.

“Il 2 settembre saranno vent’anni di presidenza, che non sono pochi”, ha sottolineato Cairo, come a rivendicare una fedeltà invidiabile. Ma per i tifosi del Napoli, questo record suona più come una lezione: vent’anni senza trofei pesano come macigni, tipo un difensore lento che non sposta l’equilibrio.

Mentre De Laurentiis ha portato il Napoli a scudetti e Champions in meno di un decennio, il Torino sotto Cairo è rimasto un’ombra, lottando per la metà classifica. È la differenza tra un presidente visionario e uno che si accontenta del pareggio.

I veri appassionati partenopei si chiedono: meglio la fedeltà eterna o colpi di spugna per rinascere? Confrontato al passato del Napoli – con presidenti instabili ma vincenti – questo Torino sembra una soap opera infinita, senza un finale happy. Chapeau a Cairo, ma senza ironia, è tempo di alzare l’asticella, o restiamo a guardare.