L’ex arbitro Piero Ceccarini ha appena aperto un vaso di Pandora parlando dello scandalo Calciopoli. Ma stupisce la sua reticenza sulla questione del rigore non concesso a Ronaldo per il clamoroso fallo di Iuliano. «Io non entro nel merito delle polemiche», ha detto, ma è difficile mantenere la calma quando i ricordi della giustizia mai realizzata tornano a galla.
I tifosi del Napoli si sentono traditi, non solo da quelle decisioni dubbie, ma dall’incapacità di chi dovrebbe garantire la giustizia in campo. Facciamo chiarezza: il Var è arrivato per fermare episodi come questi, eppure certe ombre continuano a gravare. È una ferita aperta per una città che merita rispetto. Hanno cancellato un rigore in quel match decisivo, eppure di fronte a questa clamorosa ingiustizia, le giustificazioni delle istituzioni sono sempre più vacue.
Ricordiamo le parole di un grande del calcio napoletano: «La verità è quella che vediamo in campo, non quella che decidono a tavolino». E questa verità è che la sensazione di essere messi da parte non abbandona mai i tifosi azzurri. Siamo qui a discutere di episodi che continuano a segnare la storia di una squadra, e sembra incredibile che chi doveva vigilare sia rimasto in silenzio.
Il clima è teso, e il dibattito si accende tra gli ultimi sviluppi. Ogni volta che il Napoli gioca, si fa sentire una comunità che non dimentica. Le polemiche sul calendario, le scelte arbitrali, i presunti favoritismi: tutte questioni che alimentano un sentimento di ingiustizia. È normale? Dev’esserlo? La risposta è aperta.
E allora, tifosi del Napoli, qual è la vostra opinione su tutto questo? Fino a quando si accetteranno silenzio e reticenze? È ora di alzare la voce e chiedere quella verità che sembra sempre sfuggente. I campi di calcio dovrebbero essere il nostro regno, non un palcoscenico per le ingiustizie. Diteci la vostra!
