lunedì, Febbraio 23, 2026
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Cesarano critica giornalisti e opinionisti per la loro difesa dell’operato di Chiffi

#AtalantaNapoli: una partita che fa discutere! #ArbitraggioSottoEsame

È strano, a volte, il modo in cui il calcio riesce a farci vibrare l’anima e, purtroppo, anche a farci arrabbiare. La sfida di ieri tra Atalanta e Napoli non è stata solo un incontro di calcio, ma un evento che ha sollevato un polverone, soprattutto per la direzione arbitrale di Chiffi. Un fischietto che, tra fischi e polemiche, ha lasciato il segno, toccando corde sensibili nei cuori dei tifosi partenopei.

Un arbitraggio da rivedere

I feedback sulla prestazione di Chiffi sono stati unanimi e taglienti. “L’arbitraggio non è piaciuto a nessuno, tranne per gli atalantini, ovvio che tornavano a casa con i tre punti!” È un sentimento condiviso tra i tifosi, molti dei quali si sono ritrovati a discutere infervorati, tra birre e striscioni, sull’ingiustizia subita.

Parole dure dal giornalista Rino Cesarano

Il noto giornalista Rino Cesarano, con un passato al Corriere dello Sport, non ha risparmiato le critiche: “In ambito internazionale, Chiffi e Aureliano (al Var) si sarebbero comportati come hanno fatto a Bergamo? Penso proprio di no. Sul rigore, il Var non sarebbe intervenuto; e il gol di Gutierrez non sarebbe stato annullato.” E come dargli torto? Se solo gli arbitri avessero un attimo di serenità!

Cesarano continua a descrivere una vera e propria malattia del calcio italiano: “Decidono in base alle gare che dirigono. E qui sta l’errore. Non sono sereni. Non sono lucidi e autorevoli nel decidere. Sempre tremebondi e preoccupati.” Un grido di dolore, quasi un appello a ritrovare la lucidità e la serenità perdute.

La denuncia dell’incoerenza

Ma il vero colpo al cuore è stato sentire il parere di alcuni giornalisti e opinionisti che si sono schierati a favore di Chiffi. “Io ne ho contati cinque. Per me sono anche tanti. E qui, perché di mezzo c’è il Napoli, non per altro. Disonestà totale e mania di protagonismo al contrario.” Quelle parole, che risuonano come un’eco di ingiustizia, dipingono un quadro desolante che fa riflettere.

Questa non è solo una partita, è una battaglia continua, dove il tifo e la passione si scontrano con decisioni che sembrano, a volte, lontane dalla realtà. La malattia dell’era dei social e delle TV private continua a infestare lo sport, rendendo il tutto ancora più difficile per chi ama il calcio autentico.

In una città come Napoli, dove il calcio è vita, questa esperienza ci sprona a continuare a lottare. Ci vediamo alla prossima, sperando di celebrare una vittoria che sia merito dei nostri ragazzi, senza intromissioni.

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