venerdì, Febbraio 6, 2026

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Cesarano fa tremare: ‘Alisson migliore di Giovane, perché il Sporting ha cambiato idea?’

Napoli: Un Mercato Ingiustamente Sotto Osservazione?

Il calciomercato ha sempre suscitato emozioni e dibattiti, ma questo gennaio ha portato con sé un’atmosfera di scontento in casa Napoli. I tifosi, storicamente appassionati e legati alla loro squadra, si sono trovati a dover fronteggiare critiche e analisi che sembrano mancare di obiettività, sollevando interrogativi su un palpabile senso di disparità.

Recentemente, il noto giornalista sportivo Rino Cesarano ha espresso, attraverso i suoi canali social, delle osservazioni sul mercato di gennaio gestito dal presidente Aurelio De Laurentiis. Tuttavia, quello che molti tifosi si sono chiesti è: perché l’attenzione sul Napoli sembra sempre essere accompagnata da una lente di ingrandimento? Mentre i club del Nord, come Juventus e Inter, godono di un’aura di protezione, il Napoli è costretto a giustificare ogni mossa. Il rischio è che questa disparità si traduca in un pregiudizio quasi sistemico nei confronti della vera essenza del nostro club.

È innegabile che il Napoli, da diversi anni a questa parte, abbia colto occasioni importanti sul mercato, investendo in talenti giovani e promettenti. Ma, a differenza di altre società, sembra che i successi del Napoli debbano sempre accompagnarsi a un certo scetticismo. Le domande che sorgono sono molte: è il progetto di De Laurentiis veramente sotto esame, o è l’immagine del Napoli a essere costantemente messa in discussione?

I tifosi azzurri sentono una sorta di antagonismo verso una schematizzazione della narrativa calcistica che favorisce i club storici del Nord. A tal proposito, le parole di Cesarano sono state interpretate come una continuazione di questo malcostume. Fino a che punto le sue affermazioni rispecchiano una visione obiettiva?

La realtà è che ogni mossa del Napoli sembra pesare il doppio. Ogni acquisto o cessione è scrutinato, mentre le partite della Juve o dell’Inter sembrano svolgersi sotto un cielo sereno, con poco da temere. I nostri giocatori, i nostri investimenti, i nostri sforzi sembrano a volte invisibili a chi scruta solo con occhi di pregiudizio.

Prendiamo ad esempio il caso di Victor Osimhen: il centravanti nigeriano è diventato un simbolo del riscatto partenopeo, ma il suo valore di mercato è spesso messo in discussione, come se il suo talento fosse sminuito perché vestito di azzurro. Eppure, nessuno sembra dubitare di un Cristiano Ronaldo o un Lautaro Martinez, il cui successo è sempre esaltato come esemplare senza riserve.

Cosa dire di Marotta, l’amministratore delegato dell’Inter, che ha più volte lanciato frecciatine sul Napoli? Tali dichiarazioni non fanno altro che confermare il clima di competizione, ma soprattutto ci portano a riflettere su come un certo tipo di narrazione sia alimentata. Perché a Marotta è consentito di esprimere il suo pensiero senza iconiche controverse, mentre il Napoli deve sempre giustificare le sue scelte?

Il sentimento condiviso tra i tifosi è chiaro: ci sentiamo come se il Napoli fosse costantemente in “guerra” contro un sistema che preferisce ignorare gli straordinari risultati raggiunti dalla squadra. Ogni giorno ci vediamo costretti a ribadire la nostra dignità e le nostre ambizioni, sempre messi in discussione da una narrazione distorta.

In un calcio che dovrebbe essere unione, passione e merito, il Napoli si batte contro le forze che si ostinano a sottolineare il presunto “difetto” di non essere una delle grandi. Questo ci porta a una riflessione profonda: siamo di fronte a un cambiamento epocale nella narrazione calcistica o è solo la continuazione di una storia antica di discriminazione?

La chiusura di questo dibattito è ancora lontana. Ciò che è certo è che il Napoli non smetterà mai di lottare, e i suoi tifosi, sempre più uniti, non si tireranno indietro. Il loro amore per i colori azzurri è incommensurabile, e sta a noi difendere questa passione contro un sistema che spesso sembra fare il tifo per chi ha più potere e visibilità. Siamo Napoli, e il nostro spirito non si piegherà mai. A voi il giudizio finale: è il tempo di ribaltare questa narrativa o di rimanere ancorati a un datato pregiudizio?

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