Champions League Innovazioni intriganti ma rischiose che rendono la prima fase un crocevia decisivo

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La Champions League 2025/26 sta per scaldare i motori con il terzo turno preliminare che parte domani, un antipasto elettrizzante prima dei playoff che definiranno la nuova fase a girone unico.

La riforma UEFA, pur restando sostanzialmente invariata, introduce modifiche che potrebbero mescolare le carte, soprattutto nei turni a eliminazione diretta. “Chi avrà una migliore posizione in classifica nella fase a girone unico giocherà il ritorno in casa”, come riportato da La Gazzetta dello Sport, rendendo la prima fase un vero campo di battaglia.

Bella idea sulla carta, ma non illudiamoci: è un vantaggio che favorisce le big, lasciando le outsider come il nostro Napoli a rincorrere. Essere campioni d’Italia e finire in terza fascia è una beffa, quasi un affronto UEFA per chi, solo un anno fa, dominava la Serie A.

Le italiane in lizza? Inter in prima fascia (finalista 2025, ovvio), Juventus e Atalanta in seconda, mentre il Napoli arranca in terza. E come se non bastasse, l’Italia perde il bonus della quinta squadra, assegnato a Inghilterra e Spagna – un’ingiustizia che puzza di favoritismi verso chi ha già tutto.

Il sorteggio del 28 agosto a Montecarlo deciderà i destini, con la finale fissata al 30 maggio a Budapest. Tifosi, tenetevi pronti: se il Napoli gioca come sa, può trasformare questa terza fascia in una rivincita epica contro i soliti privilegiati.

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