Chiariello: “Idiozia dire che De Bruyne è un pacco, ma ora sia più costante!”

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La volatilità dei giudizi su De Bruyne è una barzelletta: da bidone a fenomeno in un lampo! #DeBruyne #CalcioDisonesto #OpinionistiFurbi

Umberto Chiariello, un giornalista che non le manda a dire, ha parlato a Radio Crc criticando duramente come i giudizi sul calciatore Kevin De Bruyne cambino con la stessa velocità di un politico prima delle elezioni. Lui non ci sta a questa ipocrisia, specialmente da parte di quei sedicenti esperti che lo avevano bollato come un totale fallimento.

“Non mi sta bene la volatilità dei giudizi, anche da parte di presunti opinionisti famosi. De Bruyne è stato descritto come un pacco. Qualcuno ha anche detto che, a vedere Milan-Napoli, il quarantenne era De Bruyne e il trentaquattrenne era Modric. In questi giorni si è esaltato Modric, dicendo che ha dei test atletici mostruosi e che reggerà facilmente questo campionato. Il tempo lo dirà. Da uno studio che ho fatto il signor Modric negli ultimi cinque anni ha sempre giocato meno di duemila a stagione. Sono tre anni che gioca una media di 50′ a partita. Quest’anno dovrebbe giocare 90′ a partita, non so se reggerà.”

Nel frattempo, De Bruyne era già stato marchiato come un problema, anche se, secondo Chiariello, è solo una questione di adattamento a un nuovo contesto. Non c’è niente in comune tra il modo di giocare di Guardiola e quello di Conte, a parte il fatto che entrambi sono ossessionati dal lavoro sul campo. È ridicolo pensare che un talento come De Bruyne sia un pacco solo perché non brilla subito.

“Intanto De Bruyne era già stato etichettato come pacco e problema. Una cosa è dire che un fuoriclasse del genere può avere problemi di inserimento in un contesto molto diverso, perché tra Guardiola e Conte c’è un solo comune denominatore, che è il lavoro. Conte è uno che lavora tanto sul campo e prova tanto le giocate codificate. Da questo punto di vista sono due tecnici che lavorano moltissimo. Ma nulla li accomuna per filosofia di gioco, per modo di mettere le squadre in campo. Sono due allenatori vincenti, ma con stili e filosofie diverse. Ed è chiaro che De Bruyne, che per 10 anni ha giocato in un modo, deve trovare la collocazione giusta, che Conte deve sapergli disegnare addosso. A lui e a McTominay, un giocatore che sta soffrendo una mancanza di brillantezza fisica. Ma dire che De Bruyne è pacco non solo è una sciocchezza, ma è anche un’interpretazione che non sta né in cielo né in terra. A Milano De Bruyne ha giocato oggettivamente male, anche se ha segnato, ma contro lo Sporting ha illuminato la scena e il primo gol del Napoli è il manifesto delle qualità incredibili del belga.”

Ora, però, De Bruyne è passato dall’essere un bidone a un eroe, con elogi esagerati che potrebbero essere prematuri. Chiariello sottolinea che deve dimostrare continuità, perché finora le sue prestazioni sono state un vero e proprio rollercoaster: buono all’esordio, pessimo con il Cagliari, discreto a Firenze, di nuovo male col Pisa, e poi spettacolare contro lo Sporting.

“Ora De Bruyne è passato dalle stalle alle stelle e leggo di esaltazioni nei suoi confronti anche esagerate, perché si deve confermare. Ha dato un saggio della sua enorme qualità, ma ora deve dare continuità, cosa che finora non ha fatto. Fece una buona partita all’esordio a Reggio Emilia, una brutta partita col Cagliari, una buona partita a Firenze, una brutta partita col Pisa, a Manchester non era giudicabile, a Milano ha giocato male, con lo Sporting ha illuminato la scena. Questo comportamento prestazionale ondivago deve cambiare, deve cominciare a trovare continuità, alla luce dei mezzi straordinari che ha.”

In fondo, la vera domanda è se De Bruyne riuscirà a stabilizzarsi e a mostrare il suo valore senza queste fluttuazioni ridicole, altrimenti gli opinionisti avranno di che sparare cavolate ancora per un bel po’.