Cristian Chivu sembrava l’indiscusso protagonista della vigilia, ma oggi rischia di essere semplicemente un ricordo sbiadito. Prima della sfida contro la Juventus, si era imbattuto nel suo ruolo di uomo squadra, ma il pareggio dell’Atalanta ha fatto crollare ogni illusione. Un club di tanto blasone, per averlo trovato sulla strada della grandezza, ha bisogno di ben altro.
Ci ò c’è di buono e di brutto nel calcio: oggi sei eroe, domani un semplice uomo. È esattamente questo il sentimento che pervade i tifosi del Napoli. Non servirà a nulla nemmeno la sua autocelebrativa riflessione: “La squadra è viva, si combatte fino alla fine!” Un’affermazione che può piacere, ma che non può nascondere un risultato che fa tremare i polsi a chi ambisce agli allori.
Dopo una partenza sprint, con le fiamme che scottano e la pressione che non manca mai, ora ci troviamo di fronte a un’Atalanta che ci ha fatto venire i brividi. I punti lasciati sul campo sono più pesanti di quanto si possa immaginare. E i tifosi, lo sappiamo, non perdonano. «Non si può fallire contro una rivale diretta!» commenterebbe a caldo ogni appassionato in un bar di Fuorigrotta.
E ora? Qual è il futuro di Chivu e della sua Atalanta? La sensazione è che dietro quegli occhi da combattente si nasconda una fragilità che può essere letale. La verità è che la lotta per lo scudetto non concede tregua e gli errori si pagano a caro prezzo. Mentre si cercano risposte, una domanda resta: potranno tornare a brillare con la stessa forza, o la stagione sta già per diventare un oscuro ricordo? I tifosi del Napoli meritano ben altro, e la palla ora è nelle mani di Chivu. Ma ci possono essere sorprese: gli azzurri non sono abituati a mollare, e il dramma potrebbe trasformarsi in una vendetta sportiva. La tensione è palpabile e la discussione è aperta. E voi, da che parte state?
