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Napoli contro il sistema: la disparità che fa indignare

In un paese dove il calcio è quasi religione, l’ultima analisi del CIES Football Observatory ha svelato una realtà scomoda che i tifosi del Napoli non possono più tollerare. È il 532° report settimanale, e mentre molti si aspettavano di parlare di spettacolo in campo, ecco che giunge l’ennesimo schiaffo al nostro orgoglio napoletano. La lotta Conte-Spalletti si trasforma in un’ulteriore manifestazione di come il sistema calcistico italiano continui a penalizzare il Napoli, nonostante i successi sul campo.

Il cuore pulsante del tifo partenopeo è ferito da queste valutazioni che sembrano ignorare la passione e l’impegno di una squadra che, fin dall’inizio della stagione, ha mostrato un gioco spettacolare e una determinazione invidiabile. L’analisi di CIES, mettendo a confronto le squadre italiane “amiche del pallone”, non fa altro che rinforzare un sentimento diffuso tra i tifosi: chiunque indossi la maglia azzurra deve combattere non solo con le avversarie, ma anche contro un sistema che a volte sembra avverso.

Qui nasce una riflessione pungente: perché il Napoli, pur essendo fra le prime della classe, è sempre relegato a un ruolo secondario nelle discussioni di merito tecnico e tattico? La risposta, secondo molti, è semplice: storia, pregiudizi e l’eterna narrazione di un calcio “nordico” che si erge a modello. Club come Juventus e Inter godono di un trattamento speciale che, com’è evidente, il Napoli non ha mai ricevuto. Questi club, con Marotta e compagni, sembrano beneficiare di attenzioni e favori che ai partenopei sono sempre negati.

Non possiamo ignorare come nei salotti calcistici, ben radicati nel Nord, il Napoli venga spesso visto con diffidenza. Ci si dimentica rapidamente dei trionfi e del talento di Spalletti, il quale ha saputo plasmare una squadra che fa del gioco collettivo la sua forza,invece di esaltare singoli fuoriclasse come accade altrove. Questa disparità non dolerebbe tanto se non fosse accompagnata da un linguaggio spesso condiscendente nei confronti del Napoli, come se la grandezza della squadra partenopea fosse solo un incidente di percorso.

Analizzando il nostro campionato, è impossibile non notare come le critiche siano sempre più incisive quando si parla della squadra azzurra. A ogni errore, a ogni disguido, l’attenzione degli esperti volge il suo sguardo critico verso Napoli, quasi ci si aspettasse che ogni passo falso fosse un capolavoro di inadeguatezza. Eppure, le stesse occhiate critiche sembrano perdonare più facilmente club con una storicità e un palmarès che, per quanto rispettabili, non possono giustificare una disparità di trattamento.

La frustrazione dei tifosi è alimentata anche dalle dichiarazioni dei dirigenti, ben più preoccupati di mantenere l’egemonia che di promuovere una sana competizione. Il modello Juventus, sempre in prima fila nel denunciare le iniquità verso le sue concorrenti, fa appello a dinamiche che sembrano precludere una vera lotta equa. E se il Napoli, anche quest’anno, fosse davvero in grado di conquistare il titolo, ci si aspetta che il racconto si trasformi rapidamente in una narrativa di competizione sleale. La paura di perdere il dominio imposto si fa sentire.

In questo panorama, i tifosi napoletani si sentono sempre più isolati, combattendo una battaglia contro i mulini a vento. “Napoli contro il sistema” è una frase che non suona solo come uno slogan, ma come un grido di battaglia di una tifoseria che sa di valere e di avere un valore in campo che va ben oltre le valutazioni di un’agenzia. La loro passione, il loro sostegno e la loro fedeltà meritano di essere riconosciuti, non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dal grande pubblico.

In un momento storico in cui il Napoli potrebbe finalmente rompere il ghiaccio e tornare a splendere in cima alla classifica, è fondamentale che la voce dei tifosi venga ascoltata. Non possiamo più ignorare il clima di disparità che permea il calcio italiano. È tempo di una reazione, è tempo di rispondere con orgoglio e determinazione. Napoli merita rispetto e considerazione, e la lotta è solo all’inizio. Ci aspettiamo un dibattito acceso e che le grida di chi tifa per il Napoli si facciano sentire forte e chiaro: non siamo solo una squadra, siamo un parte di un intero popolo.

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