In un video fresco di Youtube, Carlo Pellegatti ha avuto il coraggio di dire ciò che molti stanno pensando: “Antonio Conte ha bisogno di un progetto chiaro e di una società che creda in lui. Altrimenti, non può funzionare.” E qui si apre un vaso di Pandora, perché la questione Conte interroga anche il cuore pulsante del nostro Napoli.
Siamo onesti: quante volte abbiamo assistito a quella sensazione di inconcludenza, di frustrazione mista a speranza, che ci attanaglia quando parliamo di allenatori? Il mister pugliese viene spesso associato a traguardi e successi, ma le questioni più spinose si annidano nei dettagli. E voi, che tensioni provate? Quest’anno gli azzurri sembrano più un gruppo di talenti in esplosione che una squadra vera e propria. Se il Napoli vuole ambire a traguardi maggiori, servono scelte tecniche all’altezza, e qui entra in gioco la figura di Conte.
Immaginate per un attimo un Napoli guidato da un allenatore di quel calibro. La passione che sprigionerebbe dall’area tecnica, la grinta, la determinazione. Ma è davvero questo il momento giusto? O ci troviamo già a rincorrere un’utopia? Alcuni di voi diranno che basterebbe mantenere la rosa attuale e puntare su un po’ di continuità. Ma è davvero accettabile restare nella mediocrità?
Parlare di Conte significa anche toccare corde delicate. C’è chi lo considera un grande motivatore, chi un esecutore imposto da un sistema che non funziona per tutti. “Basta vedere come si è comportato in passato con le società” dice un tifoso al bar, “a Napoli ha solo bisogno di un po’ di pazienza”. Ma sappiamo bene come l’azzurro non perdoni. Il tempo è un lusso che, in questa città, non ci si può permettere.
E allora, possiamo accettare che le ambizioni del Napoli si scontrino con le visioni di un allenatore come Conte? Che valore ha per noi la sua fama se poi non porta frutti? Dobbiamo preoccuparci più di chi siede in panchina che di chi balla sul campo? Le domande sono tante e i pareri divergenti. Ma, come sempre, sarà il campo a dare le risposte.
E intanto, voi, cosa ne pensate? Siamo davvero pronti a un’altra rivoluzione, o è il momento di restare fermi e dare spazio a chi già conosciamo? La parola passa a voi, tifosi: parliamone!
