giovedì, Febbraio 12, 2026

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Da sempre il Napoli vive in un clima di polemica e incredulità, e le recenti dichiarazioni di Armando Areniello, giornalista di 7 Gold, non fanno altro che alimentare un vulcano già in eruzione. Da un lato, la squadra partenopea continua a conquistare il cuore dei tifosi, dall’altro si trova a fronteggiare un sistema calcistico che sembra osteggiarlo a ogni passo.

Le parole di Areniello sul suo canale Youtube hanno risuonato come una sentenza in casa Napoli. L’idea che il club azzurro non riceva la giusta considerazione, comparata a quella di altre grandi realtà calcistiche, è un sentimento che si fa strada tra i supporter. I protagonisti del campionato italiano, spesso rappresentati da club del Nord come Juventus e Inter, sembrano godere di un trattamento di favore che il Napoli non può permettersi.

Riassunto dei fatti

Arenielo ha messo in discussione alcuni aspetti del Napoli, insinuando che il club non possa competere con i colossi del Nord dal punto di vista economico e gestionale. Certo, la nostra amata squadra ha sempre dovuto fare i conti con una bassa considerazione a livello nazionale e internazionale, ma si dimentica facilmente che il Napoli ha un cuore palpitante di passione e talento.

Negli ultimi anni, la squadra ha dimostrato di essere un’avversaria temibile in Serie A, conquistando il rispetto di qualsiasi avversario, ma questo, evidentemente, non basta. La narrazione dominante continua a dipingere il Napoli come un outsider, quasi come se il nostro club non meritasse la stessa attenzione e i medesimi investimenti di altre squadre. E la domanda sorge spontanea: perché?

Analisi polemica pro-Napoli

Tornando alle dichiarazioni di Areniello, ci sono molte cose da contestare. La sua analisi, pur volendo apparire obiettiva, non tiene conto dell’enorme lavoro svolto da Spalletti e dai suoi ragazzi, che hanno saputo ricostruire una squadra competitiva. Questo è il frutto di una pianificazione attenta, di scelte sagge e di tanto sudore, elementi che non si possono ignorare solo perché non si partecipa a una narrazione storicamente favorevole.

E che dire del clamoroso silenzio dei media nazionali su episodi arbitrali dubbi che hanno inciso pesantemente sulle sorti della nostra stagione? Le sviste, i rigori non dati e le espulsioni ridicole ai danni dei nostri giocatori sono situazioni che sembrano ripetersi ciclicamente. Forse è il caso di chiedersi se ci sia una volontà di mantenere il Napoli sempre in secondo piano, di relegarlo a un ruolo marginale mentre le cronache glorificano le gesta delle squadre del Nord.

Il divario percepito non è solo economico, ma anche sociale. I nostri tifosi si sentono emarginati, quasi come se tifare per il Napoli impossa un’etichetta di inferiorità. In ogni partita, la Curva A e la Curva B si fanno sentire, cantando in coro per la squadra e per la città, ma in seno al sistema calcistico permea un’ingiustizia che stiamo cercando di smascherare.

Chiusura che stimola dibattito

Il Napoli non è solo una squadra di calcio; è un simbolo di orgoglio e resistenza. Le ingiustizie che affrontiamo non sono solo gli episodi discutibili in campo, ma una percezione collettiva di bassa considerazione che deve essere cambiata. Tifosi, giocatori e dirigenza dovrebbero unirsi in questo sforzo comune, perché solo confrontandoci con queste realtà possiamo girare la narrazione a nostro favore.

È tempo che il Napoli smetta di essere visto come un “underdog” e inizi a reclamare il posto che merita. La battaglia è lunga, ma ogni giorno di più sentiamo l’eco della nostra voce. È ora di alzare il capo e combattere per ciò che ci spetta. Che ne pensate, tifosi? È giunto il momento di reagire contro un sistema che ci vuole invisibili?

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