Criscitiello rivela chi è la vera esperta di calcio in tv dieci anni prima dell’arrivo della bella ragazza che ne parla

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Quando si parla di giornalismo sportivo femminile si alza sempre un polverone: è davvero un problema di merito o una questione di pregiudizi e vecchi schemi? #Sport #GiornalismoDonna #Rivoluzione

Nel recente podcast "Centrocampo" il giornalista Michele Criscitiello ha affrontato un tema che fa tremare le poltrone tradizionali del giornalismo sportivo: il ruolo della donna in questo settore così maschile.

Durante l’intervento ha messo le mani nella piaga, affermando senza troppi giri di parole che "le donne nel giornalismo sportivo spesso non vengono prese sul serio", un problema che non riguarda la competenza ma bensì la mentalità chiusa di molti addetti ai lavori. Criscitiello ha evidenziato come il pregiudizio sia ancora ben radicato e come difficilmente le professioniste riescano a ritagliarsi uno spazio dignitoso nella narrazione sportiva.

Non è una questione da poco, dato che il giornalismo rimane uno degli ambienti più chiusi e refrattari al cambiamento. Come ha sottolineato lui stesso, "nonostante i talenti ci siano, la porta rimane spesso chiusa" e la presenza femminile è vista come una concessione più che come un valore aggiunto.

Il commento più spiazzante? Oltre a smascherare le ipocrisie, ha lasciato intendere che se continua così, il mondo del giornalismo sportivo rischia di restare ancorato a un passato che nessuno ha voglia di rivivere, soprattutto perché "la professionalità non ha genere, ma la mentalità di chi la giudica sì".

Insomma, un invito a squarciare il velo sui decenni di discriminazioni spesso mascherate da “tradizione” e a fare spazio a nuove voci, nuove prospettive, nuove realtà nel racconto dello sport.