lunedì, Febbraio 2, 2026

Da non perdere

Romagnoli al Al-Sadd: il futuro profuma di Qatar, ma la Lazio attende ancora con ansia l’addio definitivo.

Luglio o Agosto? L’incertezza sul futuro di Romagnoli fa...

Iannicelli: “Vergara non è un campione dal giorno alla notte, la realtà è ben diversa”

Napoli in festa: il talento di Antonio Vergara...

Il Pisa colpi di scena, Hiljemark al posto di Gilardino: il nostro ex rivale si fa interessante.

Tempo di decisioni in casa Napoli: esonero all'orizzonte? #ForzaNapoli...

Alisson brama vittoria, cresciuto nel sacrificio. Manna ha messo a segno un grande colpo per il nostro Napoli.

Alisson Santos: Il Napoletano che Brilla in Portineria! ...
PUBBLICITA

Ct Ungheria svela: Conte innervosito per due motivi mentre lo Scudetto sembra voler volare a Napoli

Calcio #Infortuni #Allenamenti Il CT dell’Ungheria non le manda a dire: il problema degli infortuni nel calcio moderno va ben oltre il calendario! Pronti a scoprire la verità sul perché i giocatori cadono come mosche? ⚽🔥

Gli infortuni nel mondo del calcio non sono mai una sorpresa, ma le cause che ci stanno dietro spesso sfuggono all’attenzione dei tifosi e degli stessi addetti ai lavori. A far chiarezza ci ha pensato il CT dell’Ungheria, che ha voluto smontare quella scusa abusata del calendario fitto di partite.

"Gli infortuni dipendono sì dal calendario, ma anche da tanti altri aspetti come i campi di allenamento, le strutture", ha spiegato il CT ungherese con una schiettezza che fa riflettere.

Non è solo colpa degli impegni serrati e delle troppe partite in pochi giorni: a incidere pesantemente sulla salute dei giocatori sono le condizioni dove si preparano fisicamente, o meglio, dove dovrebbero prepararsi. Campi di allenamento poco curati e strutture obsolete o inadeguate sono il vero tallone d’Achille che fa cadere come birilli atleti strapagati ma senza il supporto necessario.

Il messaggio è chiaro: se vogliamo meno calciatori in infermeria, non basta rivedere il calendario o tagliare qualche partita. Serve investire seriamente nelle infrastrutture e migliorare la qualità degli ambienti di allenamento. Solo così si potrà davvero contrastare questa piaga che rischia di rovinarci lo spettacolo del calcio.