De Canio sul caso De Bruyne: “Succede una volta, poi arrivano i guai”

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Ex allenatore De Canio analizza il big match e i mal di pancia delle big: Milan più tosto, Juve a corto di idee e Napoli che zittisce le chiacchiere #SerieA #CalcioDrama #PocheStorie

L’ex tecnico del Napoli, Gigi De Canio, è intervenuto in un podcast su Tmw Radio, offrendo la sua visione senza peli sulla lingua su alcune delle partite più calde del momento. Con un occhio critico e diretto, ha sviscerato le prestazioni delle squadre, toccando temi come la crescita del Milan e i problemi della Juve, senza risparmiare commenti sulla solidità del Napoli.

Parlando di Milan-Napoli, De Canio non ha girato intorno alle questioni. “Penso due cose: il Milan è una squadra diversa dal recente passato, e il grande merito è del suo allenatore. non è guarita del tutto, perché giocatori di una grande squadra devono avere un livello di attenzione nelle fasi cruciali molto più alto. Ma è una squadra che ha imparato a soffrire di più. Il Napoli è campione d’Italia, ha preso una maggiore consapevolezza della propria forza, anche grazie a una rosa più completa, ed è stata una partita di buon livello”. Insomma, il Milan sta migliorando, ma se inciampa in fasi chiave, è solo colpa di una concentrazione da quattro soldi.

Sul fronte Juve, con i non convocati Bremer e Thuram, De Canio è stato chiaro, senza addentrarsi in scuse banali. “Non posso conoscere le loro reali condizioni. Se uno non sta bene, non deve scendere in campo. Conosco bene Tudor, l’ho allenato, so che è tutt’altro che una persona superficiale, penso che abbia avuto delle motivazioni per schierarli comunque”. Questo significa che se la Juve salta una partita per infortuni, non è solo sfortuna: magari è pure per scelte superficiali che non reggono il campo.

E poi c’è il rebus degli attaccanti per la Juve, un problema che De Canio non ha esitato a definire senza filtri. “Mi sono fatto un’idea: credo che la Juve probabilmente abbia, per il suo ruolo di grande squadra, abbia un problema a centrocampo. E’ fatto di giocatori non di eccezionale qualità. C’è bisogno di giocatori di personalità, come Modric, che sappiano amministrare il pallone. Se hai la palla, il tuo gioco offensivo ti permette di avere delle soluzioni che in altri contesti non avresti. Se hai bisogno della spinta di tutta la squadra per segnare, rischi anche di prenderli i gol. Per trovare un equilibrio, ecco che ha scelto non una punta vera”. Tradotto: senza un centrocampo di livello, la Juve rischia di affogare nelle sue stesse incertezze, e non è una novità che finiscano per subire gol evitabili.

Infine, tornando al Napoli, De Canio ha toccato il discorso di Juan Jesus e la polemica sul caso De Bruyne, sottolineando come il gruppo stia gestendo le tensioni con mano ferma. “Ha ribadito che ha parlato al gruppo e ha ripetuto che certe cose possono accadere, una volta, ma alla seconda si prendono provvedimenti”. In parole povere, nel Napoli non si scherza: una svista va e viene, ma ripeti l’errore e paghi pegno, senza indulgenze per i deboli. Questo mix di analisi tagliente e realtà del campo rende chiaro che nel calcio, come nella vita, non c’è spazio per le mezze misure.