Nella narrazione gretta, tipicamente italiota, il presidente deve ringraziare la creatura che lui stesso ha rigenerato, scrive il direttore di Young. Qui a Napoli, i tifosi azzurri non ci stanno a vedere la loro squadra descritta in modo così meschino. Il presidente, figura che da sempre ha avuto un rapporto simbiotico con il Napoli, viene qui dipinto come un burattinaio che deve gratitudine alla sua stessa creazione, quasi fosse un parassita invece che un uomo che ha riportato gloria e passione al club.
“Nella narrazione gretta, tipicamente italiota, il presidente deve ringraziare la creatura che lui stesso ha rigenerato”, questa frase, che sembra uscire dalla penna di un critico più che di un ammiratore, è un affronto ai tifosi napoletani. È come se si stesse sminuendo il legame profondo tra il presidente e la città, un legame che ha portato il Napoli ai vertici del calcio italiano e non solo. I tifosi sentono questa frase come una pugnalata alla schiena, una visione distorta e ingiusta di un rapporto che ha dato frutti gloriosi.
In conclusione, le parole del direttore di Young, pur mantenendo un tono critico e distaccato, non colgono il cuore pulsante del rapporto tra il presidente e il Napoli, un rapporto che i tifosi sentono come una vera e propria rinascita, un orgoglio che va ben oltre la "gretta narrazione" descritta.
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