#CalcioAmaro: Napoli, che rabbia! Quando l’arbitro diventa protagonista… #ForzaNapoliSempre
Un silenzio carico di tensione, il cuore dei tifosi azzurri in subbuglio. Ieri sera, a Bergamo, il Napoli ha dovuto affrontare non solo l’Atalanta, ma anche una direzione di gara che ha lasciato tutti senza parole. A mettere in luce i danni subiti dalla nostra squadra è stato il noto professore e appassionato tifoso Guido Trombetti.
Un arbitro “schizofrenico”
Con la voce rotta dall’amarezza, il professore ha commentato la partita attraverso Radio Napoli Centrale, evidenziando l’ingiustizia di una direzione arbitrale che ha sfavorito il Napoli. “Devo confessare senza nessuna volontà di fare retorica: mi chiedo qual è il senso per il quale io continuo a vedere il calcio,” ha detto, esprimendo il suo disincanto. “Mi sembrerebbe più rispettoso per la mia dignità personale smettere di guardare questo sport.”
La frustrazione dei tifosi
L’amico di De Laurentiis non ha nascosto il suo avvilimento, dichiarando: “Assistiamo a uno spettacolo sapendo che è tutto finto e che il risultato non sarà generato da un calciatore, ma dall’arbitro.” Parole che risuonano nel cuore di ogni tifoso che attende con trepidazione una vittoria sudata sul campo, non decisa da errori in campo.
La questione del VAR
Trombetti ha rivolto il suo pensiero al gestaccio di Bastoni, sottolineando come questo episodio abbia messo in evidenza un problema che va oltre il singolo errore: “Deve intervenire l’affidabilità del sistema arbitrale. Quanto successo al Napoli è gravissimo, ma succede anche agli altri.” Per il professore, il VAR, invece di essere un alleato, è diventato “il vero grande padrone del calcio italiano.”
La frustrazione è palpabile, e se non si interviene subito, “il calcio non sarà più uno spettacolo da guardare.” I tifosi azzurri meritano di vedere il loro amore per la squadra riflesso su quel prato verde, non offuscato da polemiche e ingiustizie. C’è bisogno di una reazione forte, una mobilitazione che possa riportare il vero spirito del gioco. Siamo tutti nella stessa barca, e la passione non può essere spenta dalle incertezze di chi deve arbitrare.
