La furia dei tifosi del Napoli è palpabile e non può più essere messa a tacere. Dopo l’ennesima prestazione controversa degli arbitri, c’è da chiedersi: quanto deve ancora mancare la giustizia sportiva nel calcio italiano? Massimo De Santis, ex arbitro, ha alzato la voce, sottolineando che “gli errori sono sotto gli occhi di tutti”. E non possiamo dar torto alla sua diagnosi.
C’è un clima di frustrazione che aleggia tra i nostri azzurri. Le partite decisive si trasformano in palcoscenici di polemiche, e sembra che il Napoli sia sempre nel mirino di decisioni discutibili, come se fossimo il bersaglio di un tiro al piccione. Quante volte abbiamo visto il nostro amato club penalizzato da un rigore negato, da un fuorigioco millimetrico o da un cartellino giallo inflitto con leggerezza? Ogni richiamo all’equità pare essersi volatilizzato.
I tifosi, giustamente, si sentono traditi. Le chiacchiere da bar si trasformano in vere e proprie invettive: “Lo fanno apposta!” grida chi, piegato dalla rabbia, si sente parte di qualcosa di più grande. E mentre ci difendiamo a spada tratta per i colori partenopei, sente vibrare forte il senso di ingiustizia che permea il nostro calcio. Ogni partita diventa una battaglia, e ci ritroviamo a combattere su più fronti, non solo contro gli avversari che si presentano in campo.
E gli illustri ex fischietti come De Santis sembrano proporre soluzioni che, invece di allievare la tensione, accendono ulteriormente la miccia. Dobbiamo rimanere calmi, ci dicono. Ma è impossibile. Dopo l’ultima sfida, l’amarezza si fa sentire, come una fitta allo stomaco, e il dibattito si infiamma tra i tifosi. “Basta con questi errori!” è il grido che sale dal San Paolo, e giustamente: chi difende i diritti del Napoli? Chi tutela la nostra passione?
Riflettiamo. C’è davvero un’intenzionalità dietro queste decisioni? Il peso della storia, le rivalità e le rivalità storiche, tutto si intreccia in un migliore regolamento o in un sistema di giustizia calcistica che sembra quasi un miraggio. Queste domande richiedono risposte, e ogni tifoso ha il diritto di essere ascoltato. Mentre De Santis si preoccupa degli errori, noi, invece, dobbiamo continuare a mantenere alta la voce e il cuore, pronti a difenderci e a combattere per quello in cui crediamo. Gli azzurri non possono essere trattati come vittime sacrificali.
Ora tocca a voi, tifosi! Come la pensate? Gli arbitri stanno davvero sabotando il nostro Napoli? È ora di far sentire la vostra voce!
