Decisione discutibile di FIGC su Di Marco e i rapporti CAN-club

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La nuova mossa della FIGC: De Marco al ponte tra arbitri e club, ma basterà per le polemiche azzurre?

La Federcalcio ha appena annunciato l’arrivo di Andrea De Marco come figura chiave per gestire i rapporti tra la CAN, guidata da Gianluca Rocchi, e le società di Serie A e B. “Individuato nell’ex direttore di gara internazionale di Sestri Levante la figura in grado di curare le relazioni e gli aggiornamenti tecnici per l’intera stagione sportiva”, si legge nell’ufficialità ANSA. Questa nomina suona come un tentativo di calmare le acque, ma per i tifosi del Napoli, è solo l’ennesimo esperimento in un sistema arbitrale che spesso sembra più un campo minato.

De Marco, con la sua esperienza internazionale, dovrebbe favorire un clima di dialogo e competenza, come ha affermato il presidente Gabriele Gravina: “La crescita del sistema calcistico si costruisce attraverso il dialogo e la competenza… Vogliamo valorizzare un rapporto di collaborazione tra i principali protagonisti del vertice del nostro movimento, reintroducendo una figura fondamentale nel confronto tra arbitri e club di A e B”. Parole che promettono serenità, ma quante volte le abbiamo sentite? Ai partenopei, abituati a rigori negati o espulsioni dubbie, questo suona come un palliativo per coprire errori che costano campionati.

Pensateci: nel recente passato, il Napoli ha perso punti per arbitraggi controversi, proprio come è successo a squadre rivali in altre epoche – ricordate i tempi di Calciopoli? Se De Marco riuscirà davvero a ridurre le tensioni, bene; altrimenti, rischia di essere solo un altro burocrate in giacca e cravatta che non cambia un fischio sul campo. Magari stavolta, invece di favorire i soliti noti, potremmo vedere meno “errori umani” che fanno gridare al complotto.

Insomma, cari tifosi azzurri, questa è l’occasione per chiedere trasparenza: discutiamone sui forum, ai bar, ovunque. Se funziona, evviva; se no, prepariamoci alle solite ironie su chi “decide” i risultati. Restate accesi, perché il Napoli merita arbitri all’altezza, non solo chiacchiere.