Del Genio: “Critiche a KDB e McTominay? Solo cavolate per invidia o visibilità”

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Le esagerazioni nei media sportivi: caccia alla popolarità senza credibilità! #SportNews #CriticheOverTheTop #MediaFollia

Nel mondo del giornalismo sportivo, spesso si assiste a una vera e propria ossessione per l’attenzione, dove i titoli sensazionalistici prevalgono sulla sostanza. Paolo Del Genio, durante una trasmissione, ha criticato con forza questo trend, evidenziando come la ricerca del click a tutti i costi stia rovinando la qualità del dibattito.

“Siamo in una cosa meschina, la ricerca della popolarità. Ormai è una psicosi, pur di avere il titolo sui siti si sparano cavolate in serie, per essere nominati, ma la popolarità non serve a niente se non è accompagnata dalla stima della gente. Se siete popolari ma poi non siete considerati positivamente è sbagliato, non avere argomenti a sostegno di ciò che si dice è sbagliato deontologicamente.”

Del Genio continua a smontare questa mentalità, sottolineando l’importanza di basare le opinioni su fatti concreti piuttosto che su emozioni effimere. Parla dei social media come di un’arma a doppio taglio, dove i commenti abbondano ma la loro qualità è spesso discutibile.

“Lasciate perdere la popolarità, inseguite la credibilità con quello che si dice. Lo dico perché appena finisce un argomento se ne cerca un altro, come degli affamati pur di dire qualcosa. Non capisco queste esagerazioni alla quinta giornata e mi dispiace se ci casca la gente e un po’ ci casca. I social ti danno dei feedback su questo: chiunque può avere 2-3mila commenti, ma se sono tutti negativi bisogna capire se le critiche sono ben costruite. Bisogna guardare quello e non il numero di chi ti legge o ascolta. Ognuno può avere la sua opinione, ma per fortuna poi ci sono i rilievi statistici e ci dicono se abbiamo visto bene o male la partita.”

Passando a esempi specifici, come le critiche premature a certi giocatori, Del Genio difende l’uso dei dati per contestare le valutazioni affrettate. In particolare, analizza come le statistiche possano ribaltare narrative basate su impressioni superficiali.

“McTominay? Sarà stato meno brillante, ma quello che so dai numeri è che più o meno sta giocando come l’anno scorso. E’ mancato qualche gol, ma la media si alzò più avanti. I dati vanno in questa direzione: riceve lo stesso numero di passaggi, fa gli stessi passaggi chiave, addirittura più xg, i numeri sono praticamente uguali e quindi da miglior giocatore ora con gli stessi numeri si può dire che è il peggiore o in crisi? E’ mancata la giocata, una volta ti riesce e una volta no. I giudizi poi si possono dare dopo 20-25 giornate, non 5! Poi le critiche possono starci, ma vanno arginate le esasperazioni. Pure su Conte non è esente da poter essere criticato una volta, ma le posizioni sono quelle con McTominay che parte a sinistra e svuota quella posizione e attacca la porta, poi migliorerà il sincro e la giocata, ma non capisco cosa dovremmo inventarci. Non capisco il dibattito sull’incompatibilità tra McTominay e De Bruyne. Da alcuni sembra esserci proprio un livore, mi diceva un tifoso”.

In sintesi, le critiche eccessive e i dibattiti infondati rischiano di inquinare il panorama sportivo, dove dovrebbe prevalere l’analisi oggettiva. Demistificare queste esagerazioni è essenziale per un giornalismo più credibile e meno incline al sensazionalismo.