Del Genio: Napoli ha tre opzioni a sinistra per il 4-3-3, ma sono meglio dei Fab 4?

Da non perdere

Bastoni e il tatuaggio dell’antisportività: l’ennesimo schiaffo al calcio?

Che cosa succede quando l’esultanza di un calciatore diventa...

VAR: Un Giocattolo o uno Strumento di Giustizia per il Napoli?

Il Ruolo del VAR nel Calcio Moderno La polemica attorno...

La Bufera Arbitrale: Le Reazioni dei Tifosi del Napoli

La partita tra Atalanta e Napoli ha scatenato un...
PUBBLICITA

Paolo Del Genio analizza le rotazioni e il cambio di sistema: quando gli allenatori devono smettere di girarci intorno. #Calcio #Tattica #NapoliRotazioni

Paolo Del Genio, giornalista di un’emittente radiofonica, ha offerto una prospettiva diretta durante una trasmissione sportiva, focalizzandosi sulla necessità di valutare con schiettezza le scelte tattiche nel calcio. Senza mezzi termini, ha sottolineato come le rotazioni diventino inevitabili con un calendario fitto, ma insistsul principio che conta solo schierare i migliori.

“Dobbiamo partire da una valutazione che io condivido, in generale, parlando di calcio. Quando ci sono più partite si fanno le rotazioni, ma un allenatore deve mettere in campo i migliori giocatori, i migliori interpreti o i giocatori più in forma del momento.”

Del Genio pone poi una domanda provocatoria sulle alternative per il sistema di gioco, sfidando le gerarchie attuali senza peli sulla lingua, e ammettendo che non sempre le opzioni evidenti sono quelle vincenti.

“La domanda che mi pongo è: Neres a sinistra, Elmas a sinistra o Lang a sinistra. Tre buone soluzioni per fare il 4-3-3. Ma sono soluzioni migliori rispetto alla soluzione coi quattro centrocampisti? Evidentemente Conte ritiene di no. Il percorso per modificare eventualmente questa gerarchie dei sistemi di gioco esiste, si può piano piano ridurre, ma non credo che siano ancora maturi i tempi per un’alternanza scientifica.”

In sintesi, l’analisi di Del Genio evidenzia come nel calcio moderno, tra esperimenti e conservatorismi, la vera sfida stia nel bilanciare le innovazioni con la realtà del campo, senza illudersi che i cambiamenti arrivino da un giorno all’altro.