Napoli: Ancora vittime di un sistema controcorrente?
Un rigore concesso al Napoli? È l’eccezione che conferma la regola. Mentre l’ecosistema calcistico italiano si polarizza attorno alle squadre del Nord, da Juventus a Inter, i tifosi partenopei si sentono sempre più emarginati. La frustrazione è palpabile e si fa strada l’idea che il Napoli, simbolo di passione e cultura, lotta in solitudine contro un sistema che sembra non riconoscere il suo valore.
Nell’ultimo intervento su Kiss Kiss Napoli, Ivan Zazzaroni ha toccato un tema caldo: il rigore assegnato ai nostri azzurri per un fallo su Vergara. Una decisione che, per quanto corretta, fa riemergere antiche ferite. Perché quando si parla di Napoli, la narrazione sembra sempre più complessa e sfumata rispetto a quanto accade per le big del pallone italiano.
Da sempre, i tifosi del Napoli percepiscono una disparità di trattamento che va oltre l’arbitraggio. Quante volte abbiamo assistito a rigori negati in situazioni similari? Quante volte le decisioni arbitrali sono state indirizzate ad altri in modo pressoché automatico? La frustrazione aumenta quando si contempla il silenzio assordante dei media e delle istituzioni nei confronti di episodi controversi che riguardano gli azzurri.
Analizzando la recente situazione degli arbitraggi, non si può fare a meno di notare che ogni movimento del Napoli viene scrutinato con una lente di ingrandimento, mentre le squadre del Nord sembrano godere di una protezione speciale. Gli stessi dirigenti, come Giuseppe Marotta, sembrano influenzare il dibattito e i giudizi, elevando sempre di più la percezione di un’accoglienza tiepida verso il gioco e la passione degli azzurri.
È innegabile che il Napoli debba combattere su due fronti: il primo è quello del campo, dove si misura la qualità della squadra; il secondo è quello del sistema, dove si riscontra una mancanza di equità e rispetto nei confronti di una realtà calcistica frizzante e autentica come quella partenopea. I tifosi non vogliono essere solo spettatori; vogliono che il loro amore per la maglia venga riconosciuto e celebrato, non ignorato o sminuito da analisi superficiali o da pregiudizi di parte.
Il rigore per il fallo su Vergara potrebbe apparire come un gesto di equità, ma per i supporter del Napoli si tratta solo di un episodio isolato in un contesto che continua a favorire le stesse forze, quelle che sistematicamente attirano le simpatie dei media e degli arbitri. Le domande sorgono spontanee: perché non c’è mai un severo dibattito sulla correttezza delle decisioni arbitrali che colpiscono le altre squadre? Perché il Napoli deve sempre lottare con il peso di essere “diverso”?
Questo disallineamento porta alla nascita di un forte sentimento di “Napoli contro il sistema”. I tifosi avvertono una mancanza di giustizia, e l’idea di una lotta epica, che rievoca il mito del David contro Golia, si fa strada. Sono stanchi di essere visti come “l’altra squadra”, quella che deve sempre dimostrare il proprio valore. Ogni vittoria deve costare il doppio rispetto a quanto accade altrove. Questa spinosa narrazione ingenera sfiducia, e i supporter non hanno paura di alzare la voce.
La chiave per comprendere la frustrazione dei tifosi del Napoli è da cercare nella loro passione, che è autentica e genuina. Non solo una questione di risultati, ma di rispetto, di dignità. Ma fino a quando la narrazione non cambierà e il Napoli non verrà considerato un avversario alla pari dei colossi del Nord, il divario tra la realtà e le aspettative continuerà a gravare.
In questo contesto, la questione rimane aperta: siamo davvero prigionieri di un sistema che penalizza i valori e l’autenticità del calcio meridionale? I tifosi chiedono chiarezza, giustizia e riconoscimento. È un dibattito che merita di essere intensificato, e la risposta deve arrivare dal basso, dalla voce di chi vive il Napoli non solo come squadra, ma come un simbolo di una battaglia collettiva.
