#RigoriAnnullati #IlNapoliNonMolla: La saga del rigore di Hojlund fa discutere!
Oggi a Radio Napoli Centrale, il giorno dopo una partita che ci ha fatto vibrare di emozioni contrastanti, il giornalista Mario Fabbroni è tornato a mettere in discussione decisioni arbitrali che hanno lasciato il segno. Stiamo parlando di una sfida accesa tra Atalanta e Napoli, finita 2-1 per i bergamaschi, ma che ha acceso il dibattito sul rigore di Rasmus Hojlund, un episodio che merita di essere raccontato.
Il rigore che non doveva esserci
Fabbroni ha espresso la sua opinione con la schiettezza tipica di chi vive il calcio con passione. “È più scandaloso dare quel rigore a Hojlund e poi annullarlo,” ha dichiarato, infervorato. “Non c’è nessun protocollo che dice questo. È come se un magistrato pretendesse di giudicare qualcosa senza che ci sia una norma che stabilisca una sanzione. È gravissimo.” Le sue parole risuonavano come un canto di protesta in uno stadio gremito. Qui, l’ingiustizia è più che un semplice errore: è un affronto.
Il VAR: un’arma a doppio taglio
Ma Fabbroni non si è fermato solo a quel momento. Ha proseguito la sua critica sul ruolo del VAR, un elemento che doveva rivoluzionare il calcio e invece sembra aver creato solo confusione. “Questa tecnologia è deviata. Il VAR va spento,” ha esclamato, mentre nelle sue parole si sentiva l’eco di tanti napoletani delusi. “Siamo di fronte ad arbitri scarsi che vengono messi al VAR e decidono su cose che non devono decidere.”
Il suo cupo giudizio sul sistema arbitrale si fa sentire, un urlo contro l’inefficienza che sembra soffocare l’essenza del gioco. “Ci sono incompetenti nella classe arbitrale. Il VAR oggi è veleno. Sta avvelenando tutto,” ha rincarato la dose. La passione e la frustrazione si mescolano, rendendo ogni parola una fetta della nostra amata Napoli.
Una soluzione necessaria
La domanda è: come usciamo da questa situazione? Fabbroni ha una risposta che colpisce come un gol al novantesimo. “Dando agli arbitri quello che era degli arbitri: il diritto di sbagliare.” La sua conclusione è un grido di libertà per il calcio, una richiesta di chiarezza e di umanità in un mondo che spesso sembra dimenticarne il valore.
In questa vorticosa fase del campionato, noi tifosi abbiamo bisogno di sentire che i nostri sforzi, le nostra passioni e i nostri sogni sono rispettati. Il dibattito sul rigore e sulle sue conseguenze è solo un tassello nel grande mosaico del nostro amore per il Napoli. Senza dubbio, continueremo a lottare, a cantare e a sostenere la squadra, a prescindere dalle ingiustizie che cercheranno di mettere sabbia negli ingranaggi del nostro cammino. La vera forza del Napoli sta nella nostra passione infinita.
