Enrico Fedele non ci sta: Frecciate a Conte dopo il disastro al Juventus Stadium! #Napoli #ForzaAzzurri
Ah, che rabbia, amici partenopei! Come tifoso del Napoli, mi si stringe il cuore a ripensare a quella serata amara, con la Juventus che ci ha asfaltato 3-0 e Antonio Conte che, invece di ammettere i suoi errori, se ne è uscito con dichiarazioni che puzzano di scuse da quattro soldi. Enrico Fedele, uno dei nostri, ha visto rosso e non ha perso tempo a metterlo in croce, e io da vero azzurro lo appoggio con tutto l’entusiasmo che solo un napoletano sa sfoderare.
Immaginatevi la scena: la nostra squadra, i miei eroi in blu, che vanno a Torino con la grinta di sempre, ma finiscono schiacciati da un 3-0 che sa di ingiustizia. E Conte, invece di fare mea culpa, blabla sulle sue scelte – che non è che possiamo cambiare, ma fa male lo stesso. Fedele, con quella schiettezza tipica dei nostri, l’ha definito un’uscita da “maestro del rinvio”, criticandolo per non aver guardato in faccia la realtà. E ha ragione, per San Gennaro! Come fai a non ammettere che quella partita è stata un’occasione persa, con noi che potevamo e dovevamo fare di più? Io, da tifoso, mi sento ferito nell’orgoglio: il Napoli è passione pura, è sudore e cuore, non queste chiacchiere al vento.
Certo, Fedele non è uno che le manda a dire, e il suo attacco è stato un pugno sul tavolo che mi ha fatto esultare. “Enrico Fedele critica Antonio Conte per le sue dichiarazioni dopo Juventus-Napoli, finita 3-0” – e che altro c’è da aggiungere? È proprio questo il punto: le parole di Conte suonano come un affronto ai nostri colori, a quel spirito indomito che ci fa gridare “Forza Napoli!” anche nei momenti bui. Io lo vedo così: se sei un allenatore, assumiti le responsabilità, non nascondertele dietro un dito. Magari è il momento di riflettere, per tutti, e di tornare a giocare con l’anima partenopea che ci distingue.
Alla fine, questa critica di Fedele è un richiamo alla realtà, un segnale che noi tifosi non ci accontentiamo di mezze verità. Il Napoli deve rialzarsi, con la testa alta e il fuoco dentro, perché siamo fatti per lottare fino all’ultimo respiro. Viva gli azzurri, forza ragazzi – e che questa sia la lezione per vincere domani!
