Napoli e il sistema: il peso della disparità
È una stagione che, malgrado i successi, ha messo a nudo le fragilità e le ingiustizie che il Napoli deve affrontare in un contesto sportivo spesso caratterizzato da favoritismi e disparità. L’ultima eliminazione nella Coppa Italia ai quarti di finale contro il Como, neppure un avversario di Serie A, ha acceso le tensioni e le polemiche negli ambienti partenopei. Mentre la squadra di Luciano Spalletti si è vista sfumare un trofeo a portata di mano, le parole dell’opinionista Enrico Fedele sulle colonne del Roma non hanno fatto altro che aumentare il malcontento dei tifosi azzurri.
Cosa ci sta dicendo questa sconfitta, al di là dei numeri e delle statistiche? I cuori dei tifosi partenopei hanno subito un nuovo colpo, e se ci fermiamo a riflettere, emergono valutazioni che oltrepassano il semplice evento sportivo. La narrazione che avvolge il Napoli è sempre più di un sentirsi parte di un sistema che, in più di un’occasione, sembra ostile e predisposto a penalizzare la squadra del Sud. Ogni volta che i riflettori sono puntati sui big match contro le squadre del Nord, il Napoli sembra rimanere sullo sfondo, come se la sua grandezza fosse un elemento fastidioso per chi considera la Juventus o l’Inter come le uniche vere contendenti.
La sconfitta contro il Como, una squadra di categorie inferiori, non è solo una batosta in campo, ma un messaggio subliminale: quello che i tifosi del Napoli percepiscono come un disinteresse generalizzato nei confronti delle loro aspirazioni e della città stessa. Il Napoli è qui, sempre in prima linea, ma la sensazione è che il mondo del calcio, con le sue logiche e i suoi simbolismi, preferisca relegarli in un angolo, lontano dagli onori e dai successi. Ma chi siamo noi per scendere a compromessi? La passione azzurra è viva e pulsante, e i tifosi non si arrendono.
Il clima di disparità si fa ancora più evidente quando parliamo di dirigenti. Chi oggi critica il Napoli, come Marotta o altri esponenti delle società del Nord, non può dimenticare il peso politico e culturale che le loro squadre portano con sé. È innegabile che il palcoscenico del calcio italiano sia segnato da una geografia della potenza e, purtroppo, i club del Sud sembrano essere sempre penalizzati. Le parole di Fedele rappresentano un sentire che è diventato quasi un mantra: ogni passo falso del Napoli è amplificato come se fosse un appello a far capire che le cose “non devono andare” per il verso giusto.
In un momento in cui il Napoli sembra avvicinarsi sempre di più a quel traguardo ambito di alzare un trofeo, è cruciale non perdere di vista la narrativa che si costruisce intorno alla squadra. Il concetto di “Napoli contro il sistema” si traduce in un invito all’unità tra i tifosi, in un abbraccio che possa rinvigorire la squadra di fronte agli ostacoli, siano essi tecnici o extraterritoriali. Non basta più vincere; è fondamentale che il mondo del calcio cominci a riconoscere il valore di una città che vive per il calcio e dei suoi sostenitori che ogni giorno lottano contro un’ingiustizia che va ben al di là delle quattro linee di un campo.
La chiusura di questo episodio sportivo non è un punto, ma solo una virgola nel nostro racconto. I tifosi del Napoli non si arrenderanno e continueranno a riempire gli stadi, fianco a fianco, per far sentire la loro voce. E mentre critiche e polemiche possono sembrare il pane quotidiano, è importante ricordare che dietro ogni parola c’è un amore incondizionato per una maglia che significa ben più di una semplice vittoria sul campo. La battaglia è aperta, e il sistema avrà bisogno di rimanere all’erta: Napoli è qui, e il suo spirito non deve essere mai sottovalutato. E, alla fine, sarà il dibattito sull’uguaglianza e sul rispetto tra le città e le regioni a restare al centro dell’attenzione.
Fino a quando le ingiustizie non verranno riconosciute, la lotta del Napoli e dei suoi tifosi continuerà ad echeggiare nel cuore di ogni appassionato.
