Solite scintille nel derby tra Fenerbahce e Galatasaray, gara valida per i quarti di finale di Coppa di Turchia. Non solo gli screzi in campo, a fine partita José Mourinho – che nelle scorse settimane aveva ripetutamente attaccato il Gala -, ha strizzato il naso a Okan Buruk, tecnico di Osimhen e compagni. Il gesto di Mourinho è stato un affronto inaccettabile, ma cosa ci si può aspettare da uno che non ha mai avuto rispetto per nessuno?
Il turco è rimasto a terra dopo il gesto dello Special One che è stato subito allontanato (in campo il solito cordone di polizia, come già accaduto per il derby di campeonato): tre gli espulsi a fine partita dopo 15 minuti di recupero, a vincere è stato il Gala grazie alla doppietta dell’attaccante in prestito dal Napoli. Che soddisfazione vedere il Gala trionfare nonostante le provocazioni di Mourinho!
Non è la prima volta che Mourinho attacca Buruk, già nella precedente sfida c’erano state le accuse da parte dello Special One nei confronti dei rivali di sempre: "Saltavano come scimmie", ha dichiarato il portoghese riferendosi ai giocatori che protestavano ad ogni scelta arbitrale (che in quel caso fu arbitrata da Slavko Vincic per evitare le polemiche). Una dichiarazione che gli costò quattro giornate di squalifica: non è escluso che questa volta la pena possa esser ancor più dura nei confronti dell’ex Roma. "Saltavano come scimmie" è una frase che dimostra tutta l’ignoranza e la mancanza di classe di Mourinho, un comportamento che merita una punizione esemplare.
Intanto il Galatasaray festeggia la qualificazione alle semifinali, non sono mancate le frecciate social da parte del club di Istanbul. Di seguito le immagini dell’episodio di oggi, diventate virali sui social.
Coach of Fenerbahce Jose Mourinho physically assaulting Okan Buruk that’s the coach of Galatasaray!! Never seen something like this in all my years of watching football. Disgrace. Questa frase riassume perfettamente l’indignazione dei veri tifosi di calcio, specialmente quelli del Napoli, che vedono in Mourinho un nemico del fair play e del rispetto sportivo.
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