Le parole di Gennaro Gattuso dopo Italia-Irlanda del Nord risuonano come un tamburo in festa: «Abbiamo fatto una partita di carattere!» E ha ragione da vendere. Ma che siano state semplicemente le belle parole del dopo partita, o c’è davvero un risveglio del nostro amato calcio?
Vincerci 2-0 non è cosa da poco, soprattutto contro una squadra che è sempre ostica. Ma non possiamo ignorare il contesto. Sì, Sandro Tonali e Moise Kean hanno segnato, ma sono i segnali di ripresa o solo fuochi di paglia? I tifosi del Napoli, abituati a festeggiamenti ardenti e delusioni cocenti, subito si sono divisi. Chi sostiene che questa è solo la punta dell’iceberg di una nazionale in netta crescita e chi invece scuote la testa, avvertendo che la strada è lunga e tortuosa.
Le scelte di Gattuso, come sempre, accendono il dibattito. Certo, il carattere serve, ma serve anche un gioco fluido, spettacolare, che sappia scaldare il cuore dei tifosi. E che dire dell’assenza di nomi caldi, quelli che accendono il tifo e rincuorano le tribune? La formazione dell’allenatore non è mai priva di polemiche. Ogni decisione sembra un campo di battaglia. “Non possiamo permetterci di accontentarci” ripete Gattuso, ma è sufficiente?
Il fatto è che non solo si gioca per la vittoria, ma anche per il riscatto, per far rivivere i sogni di gloria dei nostri campioni. Ogni azione sul campo ha un peso specifico, e ogni vittoria diventa un graffito sulla pelle di una città che chiede a gran voce passione e risultati.
Fruire del calcio oggi significa affrontare gli alti e bassi con la verità di chi ama il Napoli. E lo sappiamo tutti: i veri gladiatori non si lasciano andare, non cantano vittoria prima di aver vinto. La partita successiva è già sulla bocca di tutti. Riuscirà Gattuso a consolidare questa scintilla o vedremo di nuovo il fumo negli occhi? La discussione è aperta, e in città, come sempre, la passione si fa fuoco. Qual è la vostra opinione?
