Alessandro Bastoni, l’eroe di una notte, è diventato il bersaglio di fischi e insulti. La simulazione contro Kalulu è il caso del giorno, e i tifosi non ci stanno. “Non abbiamo bisogno di questi teatrini nel calcio”, ha detto Gattuso, e ha colpito nel segno. I cuori napoletani applaudono il suo coraggio, ma c’è sempre quella questione irrisolta: fino a dove si può arrivare per conquistare il fischietto?
La scena è stata imbarazzante, uno di quei momenti che fanno battere le mani a chi sta sugli spalti e fremere di indignazione chi ama il gioco pulito. Bastoni, in un attimo, è passato da giocatore a provocatore. I tifosi dell’Inter lo difendono, sostenendo che in campo ci si deve adattare alle circostanze. Ma noi napoletani, con la nostra storia di lotta e sudore, chiediamo rispetto. Il calcio è passione, è sacrificio, non può diventare un palcoscenico per attori.
C’è chi dice che il cambio di mentalità, quel “win at all costs”, stia invadendo anche il nostro amato campionato. E allora, che fine ha fatto il dna azzurro? Quello che ci ha sempre contraddistinti, la voglia di vincere ma senza svendere i nostri valori. La nostra storia non merita di essere ridotta a un meme.
Il mondo del calcio vola su social e polemiche, e questa è solo la punta dell’iceberg. Bastoni sarà anche un talento, ma se la sua carriera si basa su episodi come questo, allora siamo messi male. “I veri campioni non hanno bisogno di questi artifici”, ha commentato un tifoso su Twitter. E ha ragione. La vera forza di un calciatore sta nella propria autenticità, non nel contabilizzare falli e inganni.
La domanda ora è: siamo disposti a tollerare queste simulazioni? Quanto sono importanti per il nostro calcio tradizionale? Accettiamo di dare credito a chi si piega alle regole del gioco sporco, o ci ribelliamo? Il dibattito è aperto, e le piazze sono pronte a scatenarsi. Quante volte abbiamo assistito a simili episodi? È un trend che vogliamo fermare, o ci stiamo abituando a questo lato oscuro del calcio?
Il Napoli, la sua gente, merita sempre di più. E ora tocca a voi, tifosi, esprimervi. Siete dalla parte del talento o della sportività?
