lunedì, Gennaio 12, 2026

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Gifuni contro corrente: l’errore sul gol di Dimarco è di Lobotka, non di McTominay!

L’errore di Lobotka che ci ha fatto male: una disamina appassionata da un cuore partenopeo

Ah, che partita amara, quella domenica contro l’Inter! Come tifoso del Napoli, mi si stringe il cuore a ripensare a quel momento decisivo, dove un passaggio sbagliato ha cambiato tutto. Sto parlando dell’errore che tutti abbiamo visto, e che secondo l’analisi di Gianluca Gifuni è più da addossare a Stanislav Lobotka che a Scott McTominay. Ma veniamo al sodo, con la passione che solo un vero napoletano può infondere in queste parole.

Immaginatevi la scena: il Napoli che lotta, che corre, che fa sognare la città intera con quel mix di grinta e talento che ci rende unici. E poi, puff, un attimo di sbadataggine che costa caro. Gifuni, nel suo approfondimento, non ha dubbi: l’errore principale è di Lobotka, il nostro centrocampista che in genere è una roccia, ma che stavolta ha perso il pallone in modo fin troppo evidente. Non che McTominay sia esente da colpe – oh no, quel tizio dell’Inter ha capitalizzato alla grande – ma secondo l’analisi, è Lobotka che ha aperto la porta al disastro. E io, da tifoso, mi chiedo: possibile che un giocatore come lui, con quel sangue freddo che ci fa sperare in serate magiche al Maradona, inciampi proprio lì?

Non fraintendetemi, non sto qui a crocifiggere Stanislav. Anzi, lo difendo con l’orgoglio partenopeo che mi scorre nelle vene: il calcio è fatto di umani, e noi napoletani lo sappiamo bene, con le nostre montagne russe di emozioni. Magari era stanco, magari la pressione dell’Inter ha giocato brutti scherzi, ma quel passaggio errato ha bruciato come un caffè forte preso di fretta. Gifuni ha messo il dito sulla piaga, evidenziando come l’errore di Lobotka non sia stato solo un incidente isolato, ma un momento che ha influenzato l’intera dynamics della gara. E come supporter, io lo vedo così: errori come questo ci feriscono, ma ci rendono più forti, più uniti. Il Napoli non si arrende mai, e Lobotka resterà comunque uno dei nostri, con la speranza che impari da questa lezione.

Alla fine della fiera, partite come questa ci ricordano perché amiamo il Napoli: per la passione, per le lotte, per quel “più che di Scott McTominay” che Gifuni ha sottolineato con chiarezza. Forza Azure, rialziamoci e andiamo avanti, perché il San Paolo – scusate, il Diego Armando Maradona – è sempre casa nostra. E con questo spirito, continuiamo a sognare la vittoria.

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