#NapoliInFesta Ma le polemiche non si placano! Il gol di Pasalic all’Atalanta era da annullare secondo Cesari!
La sfida tra Napoli e Atalanta ha riacceso le fiamme del dibattito calcistico, lasciando i tifosi in preda a reazioni contrastanti. La direzione di gara di Daniele Chiffi continua a fare rumore, e la verità si intreccia tra le proteste e le rivendicazioni. “La partita ha mostrato troppe ombre, non solo sul rigore a Hojlund, ma ora su quel gol di Pasalic”, ha esordito Graziano Cesari, ex arbitro di Serie A, durante il suo intervento a Pressing su Mediaset.
Un’analisi che fa discutere
Cesari non si è limitato a soffermarsi sugli episodi già noti. Il suo acuto si è posato su un altro clamoroso errore: “Il gol di Pasalic doveva essere annullato, un fallo su Mazzocchi era evidente”. Ed è proprio lì che le emozioni del match si intrecciano con la frustrazione dei napoletani.
Il mistero del fallo non fischiato
Nel momento in cui Pasalic ha insaccato il pallone al 61’, si è creato un misto di esultanza e incredulità. Cesari ha fatto luce sul contatto falloso di Zalewski su Mazzocchi: “Chiffi era vicino, Mazzocchi era in possesso della palla e Zalewski lo ha travolto. Dov’è l’uniformità di giudizio?” La critica affonda, e i tifosi partenopei non possono fare a meno di rimanere delusi.
Un sentimento profondo
La passione per il Napoli è innegabile, e ogni decisione arbitrale può influenzare l’anima di un intero popolo. “Questo gol è più dubbio di tanti altri, compreso il contatto di Hojlund su Hien”, ha continuato Cesari, sottolineando la discrepanza nel giudizio dell’arbitro. La gara non è solo una questione di punti, ma di orgoglio, e in queste circostanze, le emozioni si amplificano.
Una sfida che spacca le opinion
La tensione tra gli appassionati aumenta, e il dibattito si infiamma come il sole di Napoli in estate. L’eco delle parole di Cesari risuona tra i sostenitori: tanti i punti di vista, ma una cosa è certa: la passione per la maglia azzurra rimane incondizionata, anche di fronte alle scelte discutibili. Con la speranza che le prossime sfide portino non solo vittorie, ma anche maggior giustizia sul campo.
