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Hasa e Zerbin al Frosinone: vendita o disparata strategia del Napoli (e di Orfeo)?

Due giovani ceduti a titolo definitivo nel bel mezzo della stagione: scelta tecnica o operazione di facciata? Il Napoli perde profondità e qualcuno dovrebbe spiegare perché.

Di Enzo Villa24 Luglio 2026 - 16:1653 minuti fa 3 min di lettura
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Hasa e Zerbin al Frosinone: vendita o disparata strategia del Napoli (e di Orfeo)?

Il Napoli cede Hasa e Zerbin al Frosinone a titolo definitivo nel bel mezzo della stagione: il fatto è semplice, la contraddizione è grande. Vendere prospetti utili adesso somiglia più a un appesantimento di bilancio che a una strategia sportiva credibile.

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Vendere per… cosa?

I fatti dicono che Hasa e Zerbin saranno giallazzurri, confermato dal direttore sportivo del Frosinone. «Con l’aggiunta di Hasa e Zerbin, il Frosinone si rinforza e punta a obiettivi ambiziosi», parole che suonano come benedizione per il club che acquista e come monito per chi vende. La cessione è a titolo definitivo: non è un prestito per crescere, è un distacco netto.

Impatto tecnico

Sul piano concreto, Napoli perde due risorse giovani che potevano allungare la rosa in un periodo in cui gli infortuni in difesa e la necessità di rotazioni pesano come macigni. Luciano Spalletti dovrà fare di necessità virtù, ma la sensazione è che la profondità della rosa ne esca indebolita. È una scelta coerente con l’obiettivo di mantenere altissime le prestazioni, o è piuttosto un segnale di corto respiro?

Il calcio moderno che finge

Chi comanda il club — la dirigenza e, in ultima istanza, Orfeo — sembra ormai abbracciare il mantra del calcio moderno: il tifoso come cliente, il comunicato come scialuppa di salvataggio, il bilancio come trofeo. Vendere giovani talenti in stagione appare sovente più come un esercizio contabile che come una strategia sportiva fondante. Marketing al posto di identità: suona familiare, no?

Domande scomode

Perché trasferire definitivamente due prospetti invece di mandarli a fare esperienza con un glossario meno definitivo? È una strategia di lungo termine o una toppa rapida per sistemare numeri che non tornano? E soprattutto: chi decide davvero la linea sportiva in Casa Napoli — lo staff tecnico o chi guarda il conto in banca con lenti più grandi degli interessi calcistici?

Non si nega che Hasa e Zerbin possano trovare al Frosinone il palcoscenico per esplodere; i trasferimenti a volte sono trampolini. Ma quando il club di appartenenza rinuncia ai propri talenti proprio mentre la stagione stringe, la mossa lascia l’amaro in bocca. È legittimo valorizzare, è anche legittimo monetizzare: la differenza sta nel timing e nelle priorità.

Il Napoli ha ancora risorse, idee e un allenatore capace, ma la linea dirigenziale appare frammentata tra pragmatismo economico e ipocrisia sportiva. Se il progetto è serio, allora Orfeo e soci devono spiegare perché rinunciano a pezzi importanti adesso, non dopo. Se la spiegazione non arriverà, il sospetto che il club stia trattando la propria storia come una start-up in cerca di exit strategiche crescerà fino a diventare convinzione.

Conclusione

Hasa e Zerbin se ne vanno e il Napoli resta con meno alternative in mano: è gestione lungimirante o semplice miopia contabile? La risposta, per ora, sembra rivolgersi più ai conti che al campo. E se la società non chiarisce, la domanda resta fastidiosa e legittima: per chi gioca davvero questo Napoli?

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