Nella foto, Higuain sfoggia un sorriso che si è fatto desiderare. Indossa gli stessi vestiti di un tempo, ma quel look curato, con barba e capelli sistemati, racconta una storia ben diversa. È il sorriso di un campione che sembra finalmente aver trovato la sua tranquillità, ma noi napoletani non possiamo fare a meno di chiedercelo: dovevo essere noi, noi che lo abbiamo accolto come un re e poi visto partire, tra polemiche e dolori.
Quante volte abbiamo rivissuto quel dramma? I ricordi sono freschi e i tifosi non dimenticano. “Il Napoli era la mia casa”, diceva, ma dopo la fuga verso Torino, quella casa è diventata un campo di battaglia. La gente si è schierata, tra chi lo ha perdonato e chi non ha mai potuto digerire quel tradimento. E ora, vederlo lì, così a suo agio con un giovane fan, fa da rito di catarsi per molti. Ma, davvero, Higuain è solo un ex giocatore, o è il simbolo di un’amarezza collettiva che ci portiamo dentro?
Ci troviamo a discutere di un passato che fa ancora male. Il suo trasferimento è stato un pugno nello stomaco, temiamo di diventare ostaggi della memoria. Ogni volta che qualcuno pronuncia il suo nome, l’anima dei tifosi azzurri è in subbuglio. E quel sorriso? Potrebbe simboleggiare la fine di un’era o il risveglio di nuove polemiche.
C’è chi dice che il Napoli merita di più, che il passato non si deve dimenticare, ma rimanere attaccati al rancore serve davvero? O è tempo di voltare pagina, di costruire un futuro che ci faccia sentire forti e uniti? Higuain, con la sua presenza, ci costringe a confrontarci con il nostro passato, mentre il presente brama di essere vissuto senza pesi.
Il dibattito, come sempre, si riaccende. Tifosi, aprite le danze: cosa pensate di quel sorriso? È il segno di un’amicizia ritrovata o una ferita riaperta? La parola passa a voi.

