Napoli: La Verità Scomoda sul Mercato e il Muro di Silenzio del Calcio Italiano
Quando il cuore partenopeo palpita per il mercato, l’eco di speranze e sogni si trasforma rapidamente in frustrazione. Raheem Sterling, uno dei talenti più fulgidi del calcio europeo, ha trovato squadra. Ma cosa resta di quell’eco che lo aveva accostato al Napoli? Una domanda che fa rumore, soprattutto alla luce di un sistema che sembra voltare le spalle agli azzurri.
La recente notizia dell’approdo di Sterling in un’altra squadra ha riaperto il dibattito sul “sistema” che regola il calcio italiano. I tifosi del Napoli si sentono sempre più trascuratinel grandioso palcoscenico calcistico, relegati a un ruolo da comparse in un copione scritto da chi, evidentemente, non vede il valore e il potenziale che il club partenopeo porta con sé.
L’approccio del Napoli al mercato è spesso minato da pregiudizi e preconcetti: “È un club di provincia”, “Non ha la storia delle grandi” e, ultimamente, “Non può attrarre certi calciatori”. Parole che risuonano come un mantra ripetuto da chi, dall’alto della propria posizione, decide cosa sia giusto e cosa ingiusto. Ma chi decide il valore di un club? I trofei in bacheca? O le passioni che infiammano un popolo?
Prendiamo come esempio la Juventus e l’Inter, due giganti storici che negli ultimi anni hanno dettato legge sul mercato. Paradossalmente, il sentimento di “Napoli contro il sistema” cresce quando si osservano le operazioni condotte da questi club. Marotta e i suoi uomini hanno un potere che va ben oltre i confini del campo: controllano il mercato e le narrazioni, imponendo una visione che marginalizza il Napoli. Con Sterling ora in una nuova squadra, il messaggio è chiaro: esiste una piramide di valori che il Napoli fatica a scalare, eppure, a Napoli, i sorrisi sono più autentici, il tifo è più sincero e la grinta non è il risultato di un fatturato mensile.
Un’analisi più profonda rivela un’altra omissione: le trattative avviate e mai concluse riguardanti i talenti offerti al Napoli. Sterling era solo l’ultimo di una lunga lista di palloni d’oro che, per un motivo o per l’altro, hanno scelto di non atterrare all’ombra del Vesuvio. L’inevitabile confronto con le manovre di club più blasonati fa sorgere legittimi interrogativi: perché il Napoli non riesce a posizionarsi come è giusto che sia? Di chi è la responsabilità?
Non ci sarebbero troppe parole per descrivere l’amarezza di chi, da mesi, regala il proprio cuore alla squadra del suo quartiere, per poi vedere i propri sogni sfumare davanti a una grande distribuzione di talenti che sembra ignorare completamente le potenzialità azzurre. L’immagine del tifoso napoletano, che si prepara a combattere ogni domenica contro le avversità, diventa il simbolo di una lotta contro una narrazione che ha bisogno di una svolta.
Il tifo napolitano è una delle più coinvolgenti manifestazioni di passione che il calcio possa offrire, ma è anche un terreno fertile per la frustrazione. Ogni acquisto di un avversario avviene sullo sfondo di un silenzio assordante che pare sottolineare la disparità di trattamento riservata al Napoli. In quest’ottica, è impossibile non sentirsi parte di una battaglia continua, una guerra tra David e Golia, dove Golia è un sistema che sembra compattare le sue forze contro chi, come il Napoli, lotta per emergere.
La chiusura del mercato non deve segnare la fine delle nostre speranze. I tifosi del Napoli meritano di vedere la loro squadra combattere con le stesse armi degli altri. Se c’è una lezione da trarre da questa situazione, è la necessità di non lasciarci sopraffare dall’amarezza, ma piuttosto di continuare a supportare il nostro amato Napoli, giorno dopo giorno, partita dopo partita.
Riflessioni su questo tema sono più che mai necessarie. Possiamo e dobbiamo continuare a lottare affinché il Napoli venga trattato con il rispetto e la dignità che merita. È giunta l’ora di far sentire la nostra voce e di provocare un dibattito che porti a una vera rinascita del nostro club. Perché, alla fine, Napoli non è solo una città: è un sentimento. È il momento di farcia sentire!
