Napoli contro il sistema: il dolore di Kvaratskhelia e Lucca come simbolo di una disparità ingiusta
In un calcio sempre più polarizzato e dominato dalle logiche del Nord, i tifosi del Napoli si trovano ancora una volta a sentire il pungente sapore dell’ingiustizia. Due giovani talenti, Khvicha Kvaratskhelia e Samuele Lucca, sono diventati, con i loro percorsi differenti, il simbolo di un’opinione condivisa da molti: il Napoli è spesso visto come una squadra di secondo piano, malgrado i suoi risultati straordinari.
Kvaratskhelia, il gioiello georgiano che ha incantato le platee con il suo estro, rappresenta il rimpianto di Antonio Conte in un modo quasi epico. Un colpo di genio, il suo ingaggio avrebbe potuto dare una marcia in più a qualsiasi squadra, ma soprattutto alla Juventus, ritornata quest’anno alla caccia al titolo. Cosa hanno in comune questi due talenti, se non il fatto di essere caduti nel mirino di un mercato che predilige sempre le sirene del Nord? I frequentatori delle curve di Napoli sanno bene che il talento non ha confini geografici, ma sembra che le opportunità sì, e questo è il vero scandalo.
Lucca, un attaccante italiano che ha fatto il suo debutto tra i professionisti, ha sfiorato diversi club, ma è il Napoli che, a undici anni dal suo ultimo scudetto, è tornato a sognare in grande. Ecco dunque l’analisi: perché le squadre del Nord non sembrano mai in grado di riconoscere il potenziale puro dei talenti partenopei? Perché, al di là della semplice genetica sportiva, c’è un pregiudizio che continua a opprimere il Napoli? Il clima di “Napoli contro il sistema” è palpabile e ogni nuova stagione porta con sé l’impegno di ogni tifoso di lottare per ciò che ritiene giusto.
Quando si parla di Kvaratskhelia, per esempio, non si può non notare come il suo sviluppo sia stato catalizzato dalle attenzioni e dal sostegno del club partenopeo, mentre altre società sembrano privilegiare la ricerca di talenti che non solo brillano sul campo, ma anche nella narrativa costruita attorno a di loro. Chi ha avuto il coraggio di vedere il potenziale di Lucca, uno dei tanti di cui si sa ancora poco? Le squadre del Nord sono perennemente avvantaggiate da un sistema mediatico che esalta i loro giocatori e trascina la narrativa del “calcio che conta”.
E non dimentichiamoci delle dichiarazioni di dirigenti come Giuseppe Marotta dell’Inter, il quale, in più di un’occasione, ha mostrato una certa sufficienza nei confronti del Napoli, sottovalutando così l’importanza e l’impatto della squadra partenopea nel panorama calcistico italiano. “Siamo noi (Juventus e Inter) a dettare legge”, sembrano dire tra le righe. Ma chi l’ha detto che Napoli non possa scrivere la sua storia? Ogni scudetto che svanisce a favore delle grandi del Nord è un motivo in più per non perdere la speranza di un riscatto che sembra sempre più lontano.
Quei cori che riecheggiano allo stadio Diego Armando Maradona non valgono solo per i trofei, ma anche per una cultura calcistica che si sente minacciata dal potere economico delle squadre già affermate. Al vincitore delle battaglie mediatiche non sembrano mai mancare i riflettori, mentre a Napoli tocca ancor oggi combattere per ogni punto guadagnato, per ogni giocatore che arriva e ogni giovane che ha il sogno di indossare la maglia azzurra.
La chiusura del nostro discorso non può evitar di stimolare un altro dibattito: resteranno i tifosi partenopei a guardare da lontano, con il cuore in gola, mentre le altre squadre continuano a raccogliere consensi e a demilitarizzare il loro talento? È giunto il momento di far sentire la propria voce, di far sapere che Napoli è una fucina di creatività e passione. La lotta continua, e il nostro amato Napoli merita finalmente di avere la sua opportunità sul grande palcoscenico del calcio italiano. E ora: come risponderete, tifosi?
