In un clima infuocato come quello del calcio italiano, che direste se vi dicessi che un pezzo da novanta come Paolo Ziliani ha deciso di lanciare bombe contro la telecronaca di Inter-Bodo/Glimt? Già, perché non c’è solo il campo a far parlare: la comunicazione è un terreno di battaglia cruciale.
“Se non hai orecchie per sentire, che lavoro stai facendo?” ha detto recentemente Ziliani, e le sue parole suonano come un invito a riflettere. Proprio così: nel momento in cui i tifosi si aspettano di ascoltare e comprendere ogni sfumatura della partita, ci ritroviamo spesso a fronteggiare commenti che sembrano più distratti che coinvolti.
È incredibile come la passione si scontri con una narrazione a volte superficiale, specialmente quando ci sono in gioco squadre come l’Inter, che ha la sua fetta di adoratori ma, ahimè, anche di avversari. E noi, come tifosi del Napoli, non possiamo e non dobbiamo farci prendere in contropiede. La cultura calcistica che il nostro Napoli ha costruito si fonda su una storia ricca di emozioni e tradizioni, e non possiamo permettere che il rumore di fondo rovini le nostre aspettative.
Le polemiche non mancano mai, e questa non fa eccezione. Perché il tifoso del Napoli non è solo un semplice spettatore: è un battito di cuore, un tifoso che vive e respira ogni azione della squadra. E se un telecronista non riesce a percepire questa energia, siamo noi a doverlo far presente.
Tornando a Ziliani, le sue critiche non solo sono condivisibili, sono un grido di battaglia per tutti noi. La vera sfida è: come facciamo a far sentire la nostra voce? I social sono pieni di tifosi indignati, ma vediamo anche il rischio di perderci in litigi sterili, dimenticando ciò che conta: il rispetto per la nostra squadra.
In un periodo in cui ogni parola, ogni commento possono scatenare una vera e propria guerra di tifoserie, cosa ne pensate? È tempo di alzare la voce o di dare una chance al dialogo? La passione ci unisce, ma i punti di vista possono essere diversissimi. E voi, come la pensate?
