La partita di questa sera a San Siro tra Inter e Napoli si presenta come un crocevia molto importante nella corsa allo scudetto, ma non decisiva, come sottolineato da diversi protagonisti e osservatori.
Ottavio Bianchi, doppio ex della sfida, ha dichiarato a La Repubblica che questa non è una “partita scudetto” definitiva, ma solo 90 minuti importanti a metà campionato. Ricorda come nessun campionato sia stato mai vinto a gennaio e sottolinea che sia l’Inter sia il Napoli partono alla pari, soprattutto considerando la pressione che le coppe possono aggiungere nel prosieguo della stagione. Bianchi evidenzia anche come la mentalità del Napoli sia cambiata rispetto al passato, da una squadra altalenante a una realtà consolidata e da battere.
Francesco Moriero, altro doppio ex, ribadisce che la strada verso lo scudetto è ancora lunga e che l’Inter, pur comandando la classifica, dovrà vedersela fino alla fine con un Napoli forte e ben organizzato. Moriero sottolinea il legame personale con Conte e la forza del suo Napoli.
Dal lato tecnico, Antonio Conte sceglie la linea del silenzio, evitando conferenze stampa per mantenere riserbo sulla preparazione della partita, una tattica che sottolinea la sua filosofia di preparare le grandi sfide lontano dai riflettori.
L’ex nerazzurro Nicola Berti vede un Conte nervoso, forse per la difficoltà del calendario e delle pressioni, e punta sull’ex Zielinski come uomo decisivo, insieme a Barella per l’Inter. Berti apprezza anche il lavoro di Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, che ha cambiato volto alla squadra con una filosofia nuova e comunicativa.
Il giornalista Antonio Corbo, editorialista de La Repubblica, mette in luce come questa partita stia tenendo in ansia i centri di potere del calcio italiano, tra federazione, arbitri e sistema VAR, sottolineando le polemiche arbitrali che hanno coinvolto recentemente il Napoli e che aggiungono tensione al contesto.
Dal punto di vista tecnico e tattico, la sfida tra due attaccanti come Hojlund per il Napoli e Lautaro per l’Inter sarà cruciale, con il Napoli che cerca un’impresa a San Siro dopo oltre 3.000 giorni. Bergomi, ex difensore nerazzurro, evidenzia come il Napoli di Conte affronti sempre senza paura l’Inter, che pure ha un gioco abbagliante.
Infine, da segnalare l’assenza del presidente Aurelio De Laurentiis a San Siro, che seguirà la sfida da casa, mentre Conte e Chivu schiereranno le loro formazioni più affidabili per questa sfida chiave.
In sintesi, Inter-Napoli è un match dal peso enorme per la classifica e per la mentalità, ma gli esperti concordano che lo scudetto si deciderà nelle ultime giornate, lasciando aperta la corsa e confermando che la mentalità del Napoli è cambiata profondamente rispetto al passato.
