Napoli: Un Mercato Sottovalutato in una Giostra di Disparità
È impossibile non avvertire una sensazione di profonda ingiustizia nel mondo del calcio italiano, e in particolare, nel mercato attuale dove il Napoli sembra essere l’ultimo in fila per le attenzioni e l’apprezzamento che merita. I recenti commenti di Armando Areniello, giornalista di 7 Gold e Tribuna.com, hanno riacceso un dibattito che i tifosi azzurri conoscono fin troppo bene: perché il Napoli è sempre visto come il “David” in un sistema che sembra premiare Golia, ovvero i club del Nord?
Dopo una stagione straordinaria e un lavoro di squadra che ha portato il Napoli alla conquista di risultati eccezionali, ci si aspetterebbe un mercato di rafforzamento all’altezza. Invece, ci troviamo a fronteggiare domande imbarazzanti sul futuro di giocatori chiave, mentre altre società, specialmente le più famose del Nord, continuano a muoversi come gatti affamati sui top player, eludendo le stesse regole e strategie messe in atto dalla nostra squadra.
I tifosi partenopei sentono il peso di una narrazione che stigmatizza ogni nostro passo. Si ha l’impressione che, nonostante il Napoli abbia dimostrato di poter competere ai massimi livelli, persista un certo snobismo nelle valutazioni delle proprie carenze e necessità. Se da un lato i dirigenti di Juventus e Inter, Marotta in primis, sono acclamati come geni del mercato, dall’altro noi siamo costretti a giustificare il valore dei nostri talenti, come se avessimo giocato in un campionato secondario.
Ma non è solo una questione di mercato. I colori del Napoli portano con sé una storia e una cultura che non possono essere ignorate. I tifosi sono pronti a difendere la loro squadra come una sorta di battaglia contro un sistema che appare sbilanciato. Le lamentele sui torti arbitrali, le dichiarazioni sparse che minimizzano i successi del Napoli, tutto contribuisce a un sottofondo di frustrazione e determinazione.
La percezione diffusa tra i supporter è che il Napoli, pur vincente, debba sempre dimostrarsi due volte migliore per ottenere lo stesso riconoscimento di club storici come Juventus e Inter. La critica nei confronti del Napoli spesso pesa oltre il giusto; quando si parla di scelte tecniche o di mercato, ci si dimentica di analizzare fino in fondo le nostre decisioni. In un’era in cui l’analisi video e i big data la fanno da padroni, perché il Napoli non viene trattato con la stessa obiettività riservata ad altre squadre?
Si nota chiaramente un divario: eventi come gli infortuni dei nostri giocatori vengono amplificati a dismisura, mentre analoghe situazioni in altre squadre vengono sottovalutate. È come se ogni errore del Napoli si trasformsse in un processo pubblico, mentre le altre società sembrano godere di un’immunità riservata.
C’è da chiedersi: chi decide le regole di questa competizione? I tifosi chiedono parità: se un giocatore del Napoli commette un fallo, subito si alzano voci e discussioni; se lo stesso avviene in casa di un club del Nord, si assiste a una strana amnesia collettiva. È un gioco a cui siamo stanchi di partecipare.
La realtà è questa: un Napoli vincente è una forza da rispettare. Eppure, in questo strano sport in cui ci troviamo a competere, non possiamo ignorare che ogni risultato positivo sembra venirci sottratto, come se ci fosse un’incessante caccia a giustificare le nostre vittorie. Perché la vittoria è nostra, ma la narrativa è sempre nelle mani degli altri.
Questa situazione non può durare: i tifosi del Napoli non sono disposti ad accettare un futuro in cui il loro amore e la loro passione non vengano riconosciuti. È tempo di alzare la voce e iniziare a stabilire le nostre regole.
Pertanto, ci si aspetta un dibattito acceso. È giunto il momento per i napoletani di farsi sentire: che il nostro orgoglio e il nostro tifo non trovino più spazio ai margini di un gioco che troppo spesso ci ha voluto secondari. La stagione è alle porte e con essa, la volontà di combattere per il riconoscimento che meritiamo. Perché il Napoli non è solo una squadra, è un modo di vivere, una lotta contro un sistema che, per troppo tempo, ci ha voluto mettere in disparte. Zero timidezze, perché noi siamo Napoli e noi lotteremo per il nostro posto al sole!
